Dove è stato girato il film "Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli"?

L’arrivo su Rai1 di Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli il 13 gennaio 2026 porta in televisione un racconto intimo e potente, che ripercorre la vita del poeta attraverso lo sguardo della sorella Mariù.
Il film diretto da Giuseppe Piccioni non solo ricostruisce la dimensione emotiva e familiare di Pascoli, ma immerge lo spettatore nei luoghi che hanno segnato la sua esistenza, trasformandoli in veri protagonisti della narrazione. Dove è stato girato Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli? Quali ambienti hanno accolto la troupe per ricreare l’infanzia, la giovinezza e gli ultimi anni del poeta? E perché proprio quei luoghi sono così importanti per comprendere la sua storia? Scopriamolo insieme.
Le location principali di Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli: San Mauro Pascoli e Villa Torlonia
Il film Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli affonda le sue radici nei luoghi che hanno formato il poeta fin dall’infanzia. La produzione ha scelto di girare gran parte delle scene a San Mauro Pascoli, nel territorio di Forlì-Cesena, dove Giovanni nacque e trascorse gli anni più delicati della sua vita familiare. Qui sorge Villa Torlonia, anticamente conosciuta come Castello di Giovedìa, che è diventata il cuore pulsante del set.
Villa Torlonia non è solo un edificio storico, ma un luogo che custodisce memorie stratificate. Le sue mura raccontano il passaggio di famiglie potenti, dai Malatesta ai Torlonia, e conservano ancora oggi un’atmosfera sospesa, perfetta per evocare il mondo pascoliano. La troupe ha lavorato negli ambienti interni e nei cortili della villa, trasformandoli in scenografie naturali che restituiscono la dimensione rurale e aristocratica in cui Pascoli crebbe.
Durante le riprese, San Mauro Pascoli si è trasformata in un set a cielo aperto. Le strade, i cortili e gli spazi della villa hanno accolto attori, tecnici e maestranze, creando un legame profondo tra la comunità locale e il progetto. Non è un caso che il film sia stato presentato in anteprima proprio qui, nel paese che continua a custodire la memoria del poeta.
La scelta di girare nei luoghi originali non è solo estetica. Permette allo spettatore di percepire la stessa atmosfera che ha ispirato Pascoli, di riconoscere i paesaggi che hanno alimentato la sua poesia e di avvicinarsi alla sua storia con una sensibilità nuova.
Castelvecchio di Barga: la casa del poeta diventa set cinematografico per Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli
Il viaggio nelle location di Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli prosegue in Toscana, a Castelvecchio di Barga, nel comune di Barga, in provincia di Lucca. Qui si trova la casa dove Pascoli visse dal 1895 fino alla morte, avvenuta nel 1912. È un luogo che conserva intatta la sua anima, grazie al lavoro della sorella Maria, che per quarant’anni ha custodito ogni oggetto, ogni stanza, ogni dettaglio.
La casa di Castelvecchio non è solo un museo, ma un luogo vivo, che racconta la quotidianità del poeta. Le riprese hanno coinvolto gli ambienti interni, il giardino e l’orto che circondano la villa, restituendo la dimensione domestica e contemplativa che caratterizzò gli ultimi anni di Pascoli. Qui nacquero alcune delle sue opere più amate, dai Canti di Castelvecchio ai Poemi Conviviali, e proprio qui il film ricostruisce il rapporto intenso e complesso tra Giovanni e Mariù.
Girare nella casa originale ha permesso alla produzione di mantenere un forte legame con la realtà storica. Ogni stanza racconta una parte della vita del poeta: lo studio, la cappella dove riposa accanto alla sorella, le finestre che si affacciano sul paesaggio toscano che tanto lo ispirò. Il film restituisce questa atmosfera con delicatezza, trasformando la casa in un personaggio silenzioso ma fondamentale.
Il viaggio narrativo: tra memoria, poesia e luoghi simbolo
Il film si apre nel 1912, con il treno che trasporta la salma di Pascoli da Bologna verso la sua ultima dimora. È un viaggio che attraversa l’Italia e, allo stesso tempo, la memoria del poeta. Attraverso gli occhi di Mariù, interpretata con intensità da Benedetta Porcaroli, lo spettatore ripercorre le tappe della vita di Giovanni: l’assassinio del padre, la povertà, gli studi, l’impegno politico, il rapporto complesso con Giosuè Carducci, il legame con le sorelle.
Le location scelte non sono semplici sfondi, ma elementi narrativi che accompagnano questo percorso. Villa Torlonia rappresenta l’infanzia spezzata, Castelvecchio la ricerca di pace e di un equilibrio impossibile. Il film alterna momenti realistici a scene dal tono quasi onirico, dove il treno attraversa paesaggi sospesi, popolati da apparizioni che richiamano l’immaginario poetico di Pascoli.
Il cast, guidato da Federico Cesari nel ruolo di Giovanni Pascoli, dà vita a un racconto che unisce storia, emozione e memoria. Accanto a lui, Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Liliana Bottone e Luca Maria Vannuccini contribuiscono a costruire un affresco familiare complesso e coinvolgente.