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“Dossi artificiali subito e guidate piano”: l’appello straziante ai foggiani dopo l’ennesima tragedia

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“Dossi artificiali subito e guidate piano”: l’appello straziante ai foggiani dopo l’ennesima tragedia

Un’altra vita spezzata sulle strade di Foggia. In via Scillitani, all’altezza dell’ingresso laterale della Villa Comunale, Simone, un ragazzo di 25 anni è stato investito mentre attraversava sulle strisce pedonali. È morto. E dietro a quella notizia non c’è una riga di cronaca: c’è una famiglia, ci sono genitori, amici, persone che da un minuto all’altro si ritrovano con un vuoto che non si colma.

Noi di Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia lo diciamo senza rabbia e senza puntare il dito contro qualcuno, ma con una richiesta che oggi è impossibile rimandare: fermiamo questa carneficina. Simone, così come Massimiliano (investito ad agosto in via IX Novembre, a due passi dall’Università) e come tanti altri, sono ragazzi come noi. Non possiamo trasformare i marciapiedi e le strisce pedonali in luoghi dove “può capitare”.

Alcuni di noi erano sul posto poche ore dopo: vedere un corpo coperto da un telo, in una strada centralissima, è una scena che resta addosso. E segna. Segna i familiari, segna chi passa, segna anche gli operatori che intervengono. È il tipo di immagine che una città non dovrebbe “normalizzare” mai.

Questa battaglia non ha etichette, non è di destra o di sinistra, non è “da quartiere”: riguarda tutti. E riguarda anche i foggiani stessi, perché è un monito prima di tutto per chi guida. È sotto gli occhi di tutti – e lo scriviamo come percezione quotidiana di tanti residenti – che a Foggia troppo spesso accade l’assurdo: quando un pedone è sulle strisce, c’è chi accelera invece di rallentare, c’è chi sorpassa l’auto che si ferma, c’è chi urla e inveisce pur avendo torto, c’è chi corre come se fossimo su una pista di Formula 1. È un comportamento pericoloso e inaccettabile.

La regola, però, non è un’opinione: l’art. 191 del Codice della Strada impone ai conducenti di dare precedenza ai pedoni sugli attraversamenti. E se quella norma non viene rispettata, non basta indignarsi dopo: serve prevenzione, serve deterrenza, serve controllo.

Per questo chiediamo – con la voce rotta ma con grande chiarezza – che chi deve decidere e intervenire lo faccia adesso, con misure concrete e verificabili. Non solo parole.

Serve innanzitutto più luce e migliore visibilità, perché la sicurezza stradale è anche illuminazione, attraversamenti ben evidenziati, segnaletica chiara. Se la sera non vedi bene, aumenta il rischio. E non è accettabile in arterie centrali dove passano pedoni, studenti, famiglie.

Serve poi ciò che in tantissime città italiane è normalità: misure fisiche di moderazione della velocità. I dossi artificiali sono previsti dal Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (D.P.R. 495/1992, art. 179 – Rallentatori di velocità) e l’ente proprietario della strada in ambito urbano ha strumenti per intervenire sulla circolazione e sulla sicurezza (art. 7 C.d.S., oltre alla disciplina generale dei limiti e dei controlli sulla velocità dell’art. 142 C.d.S.).

E a chi obietta “non si possono mettere perché passano le ambulanze”, rispondiamo con serenità: sono presenti in tutta Italia e comunque esistono nuove soluzioni proprio pensate per ridurre l’impatto sui mezzi di soccorso. Parliamo dei cuscinetti berlinesi, già adottati in molte città: rallentano le auto, ma consentono un transito più agevole ai mezzi più larghi e ai veicoli di emergenza rispetto ai dossi tradizionali. Non è teoria: è prassi diffusa.

Accanto ai deterrenti fisici, servono strumenti che in altre città sono ormai la base: telecamere ai semafori contro il rosso, controlli elettronici dove tecnicamente e amministrativamente possibile e soprattutto sanzioni reali per chi non rispetta le strisce pedonali. Perché educazione e prevenzione passano anche dal portafogli, quando la coscienza non basta.

E qui arriva un punto che riguarda tutti noi cittadini: un anno fa abbiamo lanciato una petizione (qui il link) sulla sicurezza stradale e la prevenzione. Ha raccolto circa 200 firme. Non bastano. Non bastano per una città che piange ragazzi. Non bastano per pretendere che questa emergenza diventi una priorità assoluta. Se non ci muoviamo in massa, se non facciamo rumore insieme, ogni tragedia rischia di restare solo “l’ennesima notizia”.

Non vogliamo che queste morti diventino numeri. È necessaria una svolta.

Chiediamo quindi a tutti i foggiani: guidate come se davanti aveste vostro figlio, vostra madre, un vostro amico. E a chi amministra e decide: rendete subito più sicure tutte le arterie di Foggia dove si corre come fosse una pista. Via Scillitani, via Conte Appiano, via De Petra, via Gramsci, Corso del Mezzogiorno e tante altre.

Perché i nostri figli devono essere liberi di attraversare una strada sulle strisce. E noi dobbiamo essere liberi di tornare a casa. Sempre.

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