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Doppia preferenza di genere, Emiliano: “Mi assumo la responsabilità”. Riccardi: “Le streghe son tornate”

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Mi assumo la responsabilità politica di non essere riuscito a convincere la maggioranza in Consiglio ad approvare la doppia preferenza di genere che è un punto essenziale del nostro programma.

In questi anni sono stati presentati alcuni disegni di legge in tal senso, in particolare dal Pd, che però non sono mai arrivati in aula arenandosi nei meandri dell’assemblea.

Per tale ragione ho visto con favore e persino sollecitato il Governo ad intervenire per indurre il Consiglio regionale ad approvare i disegni di legge sulla doppia preferenza di genere. Nel momento in cui finalmente la mia proposta di legge ieri è arrivata in aula per la discussione, il centro destra ha messo in scena un devastante ostruzionismo presentando 2000 emendamenti che non hanno consentito di approvare la legge nell’ultima seduta di questa legislatura.

Il Consiglio regionale ha una sua autonomia, i poteri di un presidente si fermano davanti a quelli dell’organo legislativo, posso dare un indirizzo ma non imporre nulla. Ieri, in quell’aula, ho provato gli stessi sentimenti di sdegno che oggi tante pugliesi e tanti pugliesi stanno esprimendo. Ho già contattato in piena notte il Governo per informarlo di quanto accaduto e dando il mio pieno consenso all’emissione di un provvedimento che introduca la doppia preferenza di genere.

La battaglia continua.

Michele Emiliano

C’era un tempo in cui le donne facevano così paura da essere paragonate a streghe a cui dare la caccia. Sembravano tempi lontani, ma non è così. Oggi le donne fanno ancora paura, non sono definite streghe e vengono adulate con false promesse di una parità politica che a quanto pare nel nostro Sud stenta a decollare.

Indecente il siparietto che si è consumato ieri nell’aula consigliare della Regione Puglia, dove i maschietti, nonostante i proclami dei giorni precedenti, hanno evidentemente avuto paura di far strada alle donne.

Ma durante l’assise istituzionale si è consumata una battaglia vergognosa, perché la vigliaccheria del cosiddetto sesso forte ha addirittura fatto saltare il numero legale affinché la seduta potesse svolgersi.

Nell’Italia che da mesi viaggia allo slogan del nessuno resti indietro, la nostra Puglia resta invece clamorosamente ancorata ad un passato ormai preistorico, e nella sceneggiata del detto e non detto, delle fughe in avanti teoriche di alcuni clamorosamente smentite dai fatti, sono apparsi evidenti tutti i controsensi di una politica a cui, senza ombra di dubbio, occorre dare una svolta

Angelo Riccardi

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