
Decaro: “La Puglia farà ricorso alla Consulta contro l’autonomia differenziata”
Era il novembre 2024 quando la Corte Costituzionale aveva bocciato ampie parti della riforma Calderoli sul tema, in particolare quelle relative ai LEP, i Livelli essenziali di prestazioni, in sanità.
Ora la Consulta rischia di trovarsi di nuovo a dirimere lo scontro. Dopo l’ok del Senato alle pre-intese sull’autonomia differenziata siglate dal Governo con quattro regioni del nord – Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto – il governatore pugliese Decaro lancia l’allarme: “il rischio” – avverte – “è di creare un divario difficilmente colmabile tra nord e sud, un’emorragia di medici e di pazienti, con un aumento della mobilità passiva. Faremo ricorso alla Corte Costituzionale e spero che lo facciano anche le altre regioni del Meridione”.
Lo scrive la Rai.
Il riferimento di Decaro è in particolare a uno dei quattro punti dell’accordo, quello sulla sanità. Le pre-intese prevedono una maggiore autonomia per le regioni nel decidere le tariffe per i rimborsi agli ospedali, nel gestire i contratti dei medici – anche corrispondendo compensi più alti rispetto al contratto nazionale – nonché nel programmare gli interventi sugli edifici e nell’istituire e gestire fondi sanitari integrativi.


