Politica Manfredonia

Dal silenzio alla libertà: un modello per il nascente Osservatorio comunale sulla Legalità

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Dal silenzio alla libertà: un modello per il nascente Osservatorio comunale sulla Legalità

Non ho potuto partecipare personalmente al convegno “Racket e Usura: dal silenzio alla libertà”, promosso dal Comune di Manfredonia, perché fuori città per impegni personali. Ho però seguito con attenzione i contenuti dell’iniziativa attraverso i resoconti e il confronto con chi era presente, cogliendo il valore di una giornata che merita di essere raccontata.


La sala consiliare, gremita di amministratori, imprenditori, commercianti, associazioni e cittadini, è stata il luogo di un confronto autentico su temi delicati che troppo spesso restano confinati nel silenzio. La partecipazione di tanti operatori economici ha dato ancora più forza a un messaggio chiaro: contrastare racket e usura significa difendere la libertà delle persone, delle imprese e dell’intera comunità.
L’intervento del Sindaco Domenico La Marca ha evidenziato il significato del nascente Osservatorio comunale sulla Legalità, pensato come uno strumento permanente di ascolto, prevenzione e collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, associazioni e mondo produttivo.


Il Questore di Foggia, Alfredo D’Agostino, ha richiamato il ruolo dello Stato nell’essere concretamente accanto alle vittime, offrendo presenza, tutela e quella vicinanza indispensabile per restituire fiducia a chi vive situazioni di forte fragilità.

Di grande rilievo anche i contributi di Alessandro Zito dell’Associazione Antiracket di Foggia, di Pippo Cavaliere della Fondazione Buon Samaritano e di Anna Padoin, referente di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, di Manfredonia. Tutti hanno ribadito un concetto fondamentale: nessuno deve sentirsi solo. Esistono strumenti, competenze e reti capaci di accompagnare chi trova il coraggio di denunciare. Emblematica l’affermazione di Alessandro Zito: «Non siamo la soluzione, siamo lo strumento», a sottolineare che il cambiamento inizia quando si rompe il muro del silenzio.
Particolarmente significative sono state anche le testimonianze degli imprenditori presenti, che hanno raccontato esperienze, timori e speranze, ricordando come racket e usura non colpiscano soltanto le singole attività economiche, ma limitino la libertà, frenino lo sviluppo e impoveriscano un territorio che possiede enormi potenzialità.


Da consigliera comunale impegnata sui temi della legalità, considero questo percorso un’opportunità importante per la nostra città. La nascita dell’Osservatorio può rappresentare un modello di partecipazione e di responsabilità condivisa, capace di mettere in rete istituzioni, associazioni, cittadini e imprese.
Mi permetto, infine, una riflessione, senza alcuno spirito polemico. Un incontro così partecipato, ricco di contenuti e di testimonianze, avrebbe meritato una maggiore attenzione anche da parte degli organi di informazione. Raccontare questi momenti significa contribuire a diffondere una cultura della legalità, della fiducia nelle istituzioni e del coraggio della denuncia, valorizzando non solo i problemi, ma anche le risposte che una comunità sa costruire.


L’auspicio è che il lavoro del nascente Osservatorio comunale sulla Legalità possa proseguire coinvolgendo sempre più cittadini, imprese, scuole, associazioni e anche il mondo dell’informazione. Perché raccontare la legalità significa contribuire a costruirla, rendendo visibili non solo i fenomeni da contrastare, ma anche le reti, le persone e le istituzioni che ogni giorno scelgono di impegnarsi.


La legalità cresce quando diventa patrimonio condiviso e racconto collettivo. Il silenzio protegge chi opprime, la libertà nasce quando una comunità sceglie di parlare.

Michelina Quitadamo, consigliera comunale