Attualità Capitanata

Da Francia e Germania alla scoperta di Siponto

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Diciotto studenti tedeschi e quarantacinque studenti francesi: sono numeri importanti quelli snocciolati da Aldo Caroleo, presidente dell’Archeoclub Siponto, che ha guidato personalmente i numerosi ragazzi alla scoperta della nostra terra per raccontarne la passata grandezza, i suoi tesori ancora nascosti e la speranza di un futuro migliore.

Ad accompagnare i giovani studenti universitari provenienti dalle lontane, seppur relativamente vicine, Germania e Francia, anche i docenti di Manfredonia Annarita Del Nobile e Mariantonietta Di Sabato.

“I ragazzi sono rimasti affascinati da quanto visto. Oltre che nell’area della necropoli tardo antica in pineta, li ho condotti nell’area degli scavi, agli ipogei di Santa Maria Regina e agli ipogei Scoppa”, racconta Caroleo.

Siponto, dunque, meta sempre più apprezzata anche dagli stranieri, anche se a livello locale molto poco si sta facendo per riportare alla luce quanto viene raccontato sui libri. “Sappiamo, ad esempio, grazie alla compianta archeologa Marina Mazzei, che al di sotto del campo da tennis ci sono due grandi ipogei collegati con camminamenti – spiega Caroleo – ed altre strutture ipogeiche si trovano al di sotto degli edifici costruiti dal Consorzio di Bonifica ed oggi utilizzati per attività commerciali e che sfociano nella pineta”.

Purtroppo, dall’epoca della scoperta, ovvero dagli anni ’30, tutto giace sepolto e dimenticato. L’area di Siponto va invece protetta e difesa, ma soprattutto, va riqualificata anche dal punto di vista del verde: “Sarebbe auspicabile creare un vero e proprio Parco Naturale ed Archeologico, recintato come tutti i Parchi naturali e non con delle ridicole transenne di legno: con un controllo degli ingressi per evitare che, come lo è adesso, sia utilizzata come discarica, pista da motocross, deposito di siringhe e feci di cani”, propone il presidente dell’Archeoclub, per il quale, vista l’importanza dell’area che attira numerosi turisti anche dall’estero, potrebbe essere utilizzata come polmone e spazio verde nonché sito archeologico dove ospitare anche manifestazioni culturali di alto livello (teatro, balletti, concerti di musica classica, ecc.).

Infine una proposta: “E se facessimo della Siponto moderna un vero e proprio Museo Diffuso? Noi dell’Archeoclub ci stiamo già pensando e un architetto nostro associato sta elaborando un’idea progettuale in questo senso, ma ci saremo per ogni proposta concreta che vada nell’interesse e nella rivalutazione di questo splendido posto che è Siponto e che merita di tornare ai suoi antichi splendori”.

di Maria Teresa Valente

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