Correva l’anno 1939: ottant’anni fa l’inaugurazione di Siponto e Mezzanone

A partire dalla seconda metà degli anni Venti del Novecento l’interesse dello Stato fascista si rivolse alle classi rurali con l’obiettivo di arginare, attraverso l’agricoltura, la crisi economica provocata dalla grande guerra.

Il processo di ristrutturazione delle campagne prese l’avvio con le grandi operazioni di bonifica affiancate, durante gli anni Trenta, dalla realizzazione di nuovi organismi urbani.

Gli interventi più importanti, oltre che per l’Agro pontino nel Lazio, furono eseguiti in Capitanata. Qui il piano di bonifica prevedeva la creazione di 103 nuovi centri, di cui 98 borgate rurali e 5 comuni. Malgrado tali ambizioni, l’operazione ebbe esiti del tutto negativi. Tra il 1934 e il 1935 verrà creato soltanto nel comune di Manfredonia il borgo La Serpe (in seguito ribattezzato Mezzanone) e successivamente negli anni 1938-39 verranno istituite le borgate di Tavernola e Siponto: un intervento minimo di appoderamento e colonizzazione, se si considera la vastità del territorio del Tavoliere, che sicuramente non poteva bastare per risolvere i problemi economici e sociali della Capitanata.

Mezzanone e Siponto vennero inaugurati in pompa magna nel 1939 alla presenza delle massime autorità nazionali e locali.

Grazie ad un filmato dell’Istituto Luce, che conserva quasi un secolo di memoria storica collettiva, è possibile rivivere l’enfasi di quei momenti, con le ‘ardenti manifestazioni’ dei manfredoniani dell’epoca.

Maria Teresa Valente




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