
IRAN: COLDIRETTI PUGLIA, RISCHIO NUOVA IMPENNATA COSTI PER AGRICOLTURA E FILIERA AGROALIMENTARE; SERVONO INTERVENTI STRAORDINARI
L’escalation di tensioni in Medio Oriente e lo scenario internazionale legato alla crisi in Iran rischiano di avere ripercussioni pesanti anche sull’agricoltura e sull’economia reale, con effetti diretti sui costi energetici e sulle materie prime lungo tutta la filiera agroalimentare. È quanto evidenzia Coldiretti Puglia, sottolineando come un eventuale shock energetico possa tradursi rapidamente in aumenti dei costi di produzione per le imprese agricole e, a cascata, in un incremento dei prezzi per i cittadini, con uno scenario così delicato che rende necessario mettere in campo interventi tempestivi e misure concrete di sostegno, per evitare che le tensioni internazionali si traducano in nuove difficoltà per le imprese agricole e per le famiglie.
L’esperienza degli ultimi anni dimostra quanto i conflitti internazionali possano incidere profondamente sull’economia agricola – denuncia Coldiretti Puglia – considerato che con lo scoppio della guerra in Ucraina si è registrato un aumento significativo dei costi legati all’energia e ai fertilizzanti, con conseguenze dirette sulla gestione delle aziende agricole e sul prezzo finale dei prodotti alimentari, aumenti spesso vertiginosi che non sono mai rientrati. In particolare, negli ultimi anni le aziende agricole hanno registrato aumenti eccezionali dei costi di produzione: secondo il Centro Studi Divulga, “Gli agricoltori e la morsa delle multinazionali” (febbraio 2025), i prezzi dei fertilizzanti sono cresciuti del 45% tra il 2019 e il 2024, mentre nel 2022 il valore degli approvvigionamenti globali di input agricoli – trainati da energia e fertilizzanti – è aumentato del 48% rispetto al 2021 e del 112% rispetto al 2020, con un impatto diretto sui bilanci delle imprese agricole.
Un eventuale aggravarsi della situazione internazionale rischia ora di provocare nuovi aumenti per gas, petrolio e fertilizzanti, elementi indispensabili per le attività agricole: dal gasolio per i mezzi agricoli al riscaldamento delle serre, fino alla produzione di concimi e prodotti chimici necessari per le coltivazioni. La crisi potrebbe inoltre ripercuotersi sulla disponibilità stessa di alcune materie prime, considerando che oltre il 40% del commercio mondiale di fertilizzanti potassici e azotati è legato a Paesi oggi coinvolti o indirettamente interessati dalle tensioni geopolitiche e dalle dinamiche dei mercati energetici.
Secondo Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, è necessario intervenire con tempestività per evitare che le tensioni internazionali si traducano in nuove difficoltà per il settore primario e per le famiglie. “Quando aumentano i costi dell’energia e delle materie prime – sottolinea Cavallo – l’effetto si ripercuote inevitabilmente lungo tutta la filiera agroalimentare. Le aziende agricole pugliesi stanno già affrontando sfide enormi, dal cambiamento climatico all’aumento dei costi di produzione. È fondamentale mettere in campo misure di sostegno concrete per garantire liquidità alle imprese e difendere la competitività dell’agricoltura”.
“La nostra agricoltura – spiega Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia – ha già dimostrato negli ultimi anni una grande capacità di resistenza di fronte a crisi internazionali, pandemia e aumento dei costi di produzione. Ma è evidente che un nuovo shock energetico rischierebbe di mettere ulteriormente sotto pressione le imprese agricole, che già affrontano margini sempre più ridotti”. In Puglia il settore agricolo rappresenta infatti un pilastro fondamentale dell’economia regionale e della sicurezza alimentare, con oltre 100mila aziende agricole attive e una filiera agroalimentare che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, impegnati ogni giorno a garantire produzione, lavoro e qualità del cibo. “In un contesto internazionale così instabile – conclude Piccioni – diventa ancora più strategico rafforzare le politiche a sostegno della produzione agricola nazionale ed europea, tutelando le imprese e garantendo al tempo stesso stabilità ai consumatori”.
Per Coldiretti Puglia la priorità resta quella di difendere il lavoro degli agricoltori e assicurare continuità alla produzione agroalimentare, evitando che le tensioni geopolitiche compromettano l’equilibrio economico delle aziende e la sicurezza alimentare dei cittadini.


