Attualità Capitanata

Comuni Montani, la rivincita della Capitanata: salvi alcuni comuni del Gargano e dei Monti Dauni

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Il Governo accoglie la proposta delle Regioni: rientrano in elenco Cagnano, Carpino, Ischitella, Mattinata, Peschici e Vieste. L’on. Gatta (FI): “Decisivo l’emendamento sui criteri socio-economici nel Milleproroghe”

FOGGIA – Un sospiro di sollievo per la Capitanata e un primo, significativo risultato politico per il territorio. Nonostante l’intesa definitiva in Conferenza Unificata non sia ancora stata siglata, la mappa dei “comuni montani” italiani si ridisegna, allargando le maglie inizialmente troppo strette della proposta Calderoli.

Il Governo ha infatti accolto una prima contro-proposta avanzata dalle Regioni che amplia la platea dei beneficiari: si passa dai 2.900 enti previsti nella bozza originaria a oltre 3.700 comuni. Una revisione tecnica che ha un impatto vitale per la Provincia di Foggia, scongiurando l’esclusione di storici centri garganici e dauni dai benefici di legge.

Il salvataggio del Gargano e dei Monti Dauni

La battaglia sui criteri di “montanità” aveva creato non pochi allarmi nelle scorse settimane. I parametri puramente altimetrici rischiavano di tagliare fuori realtà che, pur affacciandosi sul mare o avendo quote collinari, vivono le stesse difficoltà logistiche delle aree alpine.

Grazie alla revisione dell’elenco, tornano a pieno titolo nel novero dei comuni montani diverse perle del Gargano: Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Mattinata, Peschici e, seppur come parzialmente montano, Vieste. Confermata anche l’attenzione per i Monti Dauni, l’area interna per eccellenza della Puglia, che vede riconosciuta la propria specificità territoriale.

La battaglia politica: oltre l’altimetria

Dietro il dato tecnico c’è una forte spinta parlamentare. A rivendicare il risultato è Forza Italia, che attraverso l’attività legislativa ha premuto affinché la definizione di “montagna” non fosse legata al solo metro d’altezza, ma alla realtà socio-economica.

L’onorevole Giandiego Gatta, deputato sipontino di Forza Italia, ha sottolineato l’importanza dell’emendamento a sua prima firma inserito nel decreto “Milleproroghe”, attualmente all’esame della Camera. Il testo chiede un cambio di paradigma fondamentale: i requisiti di montanità devono considerare non solo l’altitudine, ma i ritardi strutturali dello sviluppo. “Abbiamo chiesto che siano considerati fattori determinanti la fuga dei giovani, lo spopolamento, il minor reddito pro capite, la distanza dai servizi essenziali e le difficoltà nelle comunicazioni,” ha spiegato il deputato. È questa la chiave di volta che ha permesso di “salvare” i comuni foggiani: territori che, indipendentemente dall’altezza sul livello del mare, necessitano di supporto per non svuotarsi.

Cosa cambia per cittadini e imprese: i vantaggi concreti

Il rientro in elenco non è una questione di etichette, ma di sostanza. I comuni della Capitanata inclusi nella lista potranno accedere non solo ai finanziamenti diretti del FOSMIT (Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane), ma anche a una serie di agevolazioni normative cruciali per ridurre il divario con le aree più ricche del Paese.

Tra le misure di vantaggio previste dalla legge di cui beneficeranno i cittadini foggiani figurano:

  • Mutui agevolati per l’acquisto della prima casa da parte dei giovani;
  • Bonus nuovi nati per sostenere la natalità nelle aree interne;
  • Crediti d’imposta e incentivi per attrarre medici e insegnanti in zone spesso carenti di servizi;
  • Aliquote fiscali ridotte per le imprese che operano in questi territori;
  • Smart working agevolato per favorire la permanenza dei lavoratori in loco.

“Grazie alla modifica dei criteri, molti comuni di Capitanata continueranno a beneficiare di disposizioni che consentiranno di ridurre il divario con territori più serviti ed avanzati,” conclude la nota politica, rilanciando l’impegno a “continuare a lavorare per la nostra terra”.

La partita non è ancora chiusa definitivamente, ma il segnale arrivato da Roma è chiaro: la specificità orografica e sociale della provincia di Foggia non può essere cancellata con un tratto di penna.

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