Chi sono Lisa e Natasha, le figlie di Tony Dallara: vita privata, carriera e rapporto con il padre

La scomparsa di Tony Dallara ha lasciato un vuoto profondo non solo nella musica italiana, ma anche nella vita delle due figlie, Lisa e Natasha, che il cantante ha sempre considerato il suo orgoglio più grande. L’artista, icona degli “urlatori” e volto amatissimo della canzone degli anni Sessanta, era un uomo profondamente legato alla famiglia, capace di custodire la sua vita privata con la stessa cura con cui proteggeva la sua arte.
Chi sono Lisa e Natasha? Quali percorsi professionali hanno intrapreso? E com’era davvero il rapporto con il loro celebre padre? Scopriamolo insieme.
Lisa Lardera: dalla moda al successo internazionale, sempre con la famiglia nel cuore
Lisa Lardera ha ereditato dal padre la sensibilità artistica e un gusto raffinato che l’hanno portata a costruire una carriera solida nel mondo della moda. Dopo un’esperienza importante in Dolce&Gabbana, ha proseguito il suo percorso professionale fino a ricoprire un ruolo di responsabilità in Gucci come Senior Sales Account. Un lavoro che richiede competenza, visione e capacità di muoversi in un settore competitivo e in continua evoluzione.
Nonostante gli impegni, Lisa ha sempre mantenuto un legame profondo con i genitori. In una delle sue rare apparizioni televisive, aveva inviato un messaggio affettuoso alla madre e al padre, ringraziandoli per il sostegno ricevuto e definendoli una fonte inesauribile di ispirazione. Parole che raccontano molto più di mille interviste: una famiglia unita, capace di sostenersi anche lontano dai riflettori.
Il rapporto con Tony Dallara era fatto di complicità e protezione. Il cantante parlava spesso di lei con orgoglio, ricordando la sua passione per la musica e la sua abilità nel flamenco, un talento che lui stesso amava sottolineare.
Natasha Lardera: una vita tra New York, teatro e scrittura
Natasha ha scelto un percorso diverso, ma altrettanto ricco di creatività. Vive da molti anni a New York, dove si è specializzata come traduttrice teatrale, giornalista e scrittrice. La sua carriera l’ha portata a collaborare con realtà prestigiose, tra cui il Lincoln Center, dove ha contribuito alla versione americana di Accattone in Jazz, progetto ispirato al film di Pasolini e interpretato da Valerio Mastandrea.
Il suo trasferimento negli Stati Uniti è nato dal desiderio di studiare e crescere professionalmente, ma il legame con l’Italia non si è mai spezzato. Ogni Natale tornava a casa, raccontando con ironia come la famiglia preferisse evitare lunghi viaggi. La sua esperienza di italiana a New York è diventata anche materia narrativa, raccolta nel libro Facce di immigrazione, in cui esplora storie e identità nella metropoli americana.
Tony Dallara parlava di Natasha con la stessa tenerezza riservata a Lisa. Amava ricordare la sua determinazione e il suo talento, sottolineando quanto fosse orgoglioso della strada che aveva scelto.
Tony Dallara e il ruolo di padre: un amore che ha attraversato tutta la sua vita
Dietro l’immagine dell’artista rivoluzionario, Tony Dallara era un padre profondamente affettuoso. Non ha mai nascosto la sua gelosia nei confronti delle figlie, raccontando con un sorriso di aver sempre cercato di proteggerle da tutto e da tutti. Lisa e Natasha erano le sue “principesse”, come amava chiamarle, e il suo modo di prendersi cura di loro era fatto di attenzioni quotidiane e di un affetto che non ha mai conosciuto pause.
Il legame familiare era rafforzato dalla presenza della moglie Patrizia, compagna di una vita, donna riservata e lontana dal mondo dello spettacolo. In una delle sue rare interviste, aveva raccontato quanto la loro famiglia fosse unita e quanto Tony si fosse dedicato completamente a loro, mettendo sempre al primo posto la serenità domestica. Un amore che ha resistito al tempo, alle tournée, alla fama e alle inevitabili difficoltà.
Tony Dallara parlava di Patrizia con parole semplici e sincere: “È la donna della mia vita”. E nelle sue figlie vedeva il riflesso di quella storia d’amore che aveva costruito con pazienza, dedizione e una dolcezza che chi lo conosceva non ha mai dimenticato.