Cronaca ItaliaSpettacolo Italia

Chi sono i genitori di Matteo Franzoso, Matteo e Olga, e com'è morto lo sciatore: trasferimento, carriera e tragedia in Cile

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

genitori Matteo Franzoso sono diventati il punto di riferimento emotivo di una storia che ha attraversato lo sport italiano con la forza di un’onda improvvisa. La morte del giovane sciatore in Cile, durante un allenamento della Nazionale, ha riportato l’attenzione sulla sua famiglia, sul percorso costruito negli anni, su scelte di vita che parlano di montagna, dedizione e coraggio quotidiano.

Una vicenda che, oltre alla tristezza, racconta anche il modo in cui si cresce un talento.

Chi sono i genitori di Matteo Franzoso: il ruolo di Marcello e Olga nella crescita dello sciatore e del fratello Michele

Marcello e Olga, genitori di Matteo, hanno costruito un ambiente familiare basato sull’energia dello sport. La casa Franzoso era sempre animata da movimento, disciplina e curiosità. Matteo e Michele sono cresciuti così, accompagnati da genitori attenti e presenti, capaci di bilanciare libertà e sostegno senza pressioni inutili.

Matteo ha più volte raccontato che i genitori lo avevano sempre incoraggiato a praticare molte discipline sportive fin da quando era piccolo. Riteneva che quel continuo stimolo lo avesse aiutato a sviluppare rapidamente la sua abilità motoria e spiegava che lo sport, nella sua famiglia, aveva sempre avuto un ruolo importante.

Il trasferimento in Val Susa: la scelta che ha segnato la carriera di Matteo

A un certo punto i genitori di Matteo Franzoso, Marcello e Olga, hanno deciso di cambiare vita trasferendosi da Genova a Rollieres, in Val Susa, nello stesso territorio dov’è cresciuta Matilde Lorenzi, un’altra promessa dello sci italiano strappata alla vita troppo presto.

La decisione ha subito segnato una svolta importante nella vita dell’atleta. La famiglia sapeva che quella scelta avrebbe dato ai figli un’occasione concreta per crescere sia come persone sia come atleti e così è stato.

Grazie al nuovo contesto, Michele si è avvicinato alla professione di maestro di sci. Matteo invece ha trovato il terreno ideale per affinare la sua tecnica.

In più interviste ha spiegato di essere molto grato ai genitori per quella decisione, perché permetteva a lui e al fratello di sciare con costanza. Cambiare totalmente vita non è semplice, ma riteneva che la scelta avesse aperto loro molte possibilità.

Com’è morto Matteo Franzoso: la dinamica dell’incidente in Cile e le prime ricostruzioni

A settembre 2025 Matteo si trovava a La Parva, località conosciuta per la sua altitudine e per l’utilizzo da parte di molte nazionali durante la preparazione estiva. L’allenamento di quel giorno prevedeva un tracciato con un primo salto breve, utilizzato spesso per prendere ritmo nella parte iniziale.

Secondo le ricostruzioni, il giovane sciatore ha perso il controllo durante l’atterraggio del salto, un punto che, se affrontato con un margine di errore minimo, può avere conseguenze importanti. L’impatto successivo gli ha causato un trauma cranico severo.

È stato soccorso immediatamente e trasferito al centro medico della zona, dove è stato indotto in coma farmacologico, ma le condizioni sono apparse subito molto gravi.

Il 16 settembre avrebbe compiuto 26 anni. A quella età molti sciatori iniziano a consolidare la propria presenza nel circuito di Coppa Europa e ambiscono a stabilizzarsi anche in Coppa del Mondo. Matteo era in quella fase. Aveva già esperienza internazionale e stava lavorando per migliorare costanza e risultati.

Marcello e Olga, informati dall’allenatore responsabile, sono partiti per il Cile nelle ore successive. Al loro arrivo hanno trovato Michele già accanto al fratello.

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]