“Chi l’ha visto?”: l’intervista a Sempio e il mistero sul caso Biondo
Federica Sciarelli torna a colpire con una puntata di “Chi l’ha visto?” intensa e piena di tensione: l’intervista ad Andrea Sempio.

La puntata di “Chi l’ha visto?” andata in onda mercoledì 22 ottobre su Rai 3 ha lasciato un segno profondo nel pubblico e nei social. Federica Sciarelli, ancora una volta, ha mostrato quanto la sua trasmissione resti un faro nel buio delle indagini italiane. Al centro della serata, l’intervista esclusiva ad Andrea Sempio, l’uomo per anni al margine ma mai davvero fuori dal caso Garlasco. Un racconto teso, umano, con parole che pesano come macigni. E accanto a lui, una povera vittima, Chiara Poggi, il cui ricordo continua a chiedere giustizia.
“Chi l’ha visto?”: L’intervista che riapre le ferite sul caso Garlasco
Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha parlato per la prima volta davanti alle telecamere con una lucidità che ha sorpreso molti. Ai microfoni di “Chi l’ha visto?” ha raccontato di aver affrontato il suo ex avvocato Massimo Lovati, chiedendogli se avesse “dato lui i soldi nostri a qualcuno”. Una frase che ha immediatamente sollevato dubbi e interrogativi su possibili movimenti di denaro collegati all’indagine. “Mi sento come un soldato in trincea”, ha aggiunto Sempio con voce spezzata, lasciando intravedere la solitudine di chi vive da anni sospeso in una verità incompiuta. lo staff del programma ha gestito l’intervista con il suo consueto equilibrio: rispetto per l’uomo, ma fermezza nelle domande. Il caso Garlasco, che da tempo sembrava essersi inabissato nel silenzio delle carte processuali, è tornato improvvisamente al centro del dibattito pubblico. Certo, l’intervista a Sempio non porta nuove prove, ma è stata importante perché ci ha fatto assistere all’ascolto della versione dell’indagato, il suo punto di vista, la sua di “verità” . Sempio, nel definirsi “in trincea”, è apparso come un uomo logorato dall’attesa del responso della giustizia. La seconda parte della puntata si è poi spostata sul caso di Mario Biondo, il cameraman trovato morto a Madrid nel 2013. “Chi l’ha visto?” ha mostrato documenti inediti e ha ricordato come un tribunale spagnolo abbia recentemente riaperto la discussione sulla causa della morte, finora attribuita al suicidio. Le immagini della madre, ancora oggi determinata nel chiedere verità, hanno restituito un pathos autentico, lo stesso che da anni accompagna la battaglia della famiglia Biondo. La puntata si è occupata anche del caso di Mara Favro, la donna trovata senza vita in un dirupo. Anche qui il dolore dei familiari si è fatto voce, in particolare quella del fratello e dell’avvocato Fabrizio Pace, presidente di Penelope Piemonte. Le loro parole hanno riportato in primo piano la necessità di non spegnere i riflettori da parte dei media e della giustizia quando la verità resta a metà. In questa puntata, Sciarelli e la sua squadra hanno costruito un racconto di straordinaria intensità: non solo cronaca, ma un’indagine morale sul silenzio e sul potere. “Chi l’ha visto?” dimostra ancora una volta di essere un laboratorio di verità, un luogo televisivo in cui la giustizia non si misura solo nei tribunali, ma anche nel coraggio di raccontare. Questa puntata, lo diciamo senza peli sulla lingua, è stata un colpo allo stomaco. Non tanto per le rivelazioni, quanto per la loro forza emotiva. L’immagine di Sempio come un “soldato in trincea” resta impressa: un uomo che non si arrende, ma nemmeno si salva. La Sciarelli ha saputo tenere il ritmo del pathos e del giornalismo vero, quello che non cerca clamore ma sostanza. “Chi l’ha visto?” ha ricordato a tutti che la verità non è mai definitiva, e che la televisione pubblica può ancora essere uno spazio di coraggio, rigore e memoria.



