‘Chi l’ha visto?’ 28 gennaio: chi è lo sconosciuto di Rovigo?
La puntata di Chi l’ha visto? del 28 gennaio 2026 ha affrontato il femminicidio di Federica Torzullo e il mistero dello sconosciuto di Rovigo

Mercoledì 28 gennaio 2026 Chi l’ha visto? è tornato in prima serata su Rai3 con Federica Sciarelli, proponendo una puntata intensa dedicata a casi di cronaca nera, scomparse e misteri irrisolti. Al centro della trasmissione, gli ultimi sviluppi sul femminicidio di Federica Torzullo e sullo sconosciuto di Rovigo, per il quale si attende un confronto genetico decisivo. Spazio anche a vecchi casi mai chiariti e agli appelli delle famiglie. Una puntata che ha intrecciato attualità, attesa e richiesta di giustizia.
Tutti i casi della puntata: cronaca, DNA e giustizia europea
La serata si è aperta con il femminicidio di Federica Torzullo, la donna uccisa dal marito Claudio Carlomagno dopo giorni di ricerche. Chi l’ha visto? ha ricostruito le ultime ore della vittima e aggiornato il pubblico sugli sviluppi più recenti: il ritrovamento senza vita dei genitori dell’uomo, trovati morti nella loro abitazione. In studio si è discusso del peso emotivo e mediatico che questi casi producono, sottolineando come il dolore finisca spesso per coinvolgere intere famiglie, anche quelle del colpevole. Il figlioletto di Federica e Carlomagno sarà comunque affidato ai nonni, lo ha stabilito il Tribunale dei minori di Roma.
Ampio spazio è stato poi dedicato al mistero dello sconosciuto di Rovigo, il giovane senza identità che da mesi vive in strada, spesso scalzo e incapace di comunicare. La trasmissione ha aggiornato sugli esiti delle analisi genetiche condotte dal team della genetista Marina Baldi: dai campioni raccolti dagli inviati del programma è stato possibile estrapolare un profilo di DNA utile solo grazie al terzo mozzicone di sigaretta analizzato. Come spiegato dal dottor Nello Vitale, i primi due campioni erano probabilmente degradati a causa di una cattiva conservazione. Il profilo ottenuto coincide con quello ricavato da un bulbo pilifero, ma non consente ancora di stabilire se l’uomo sia Sidney Lute, il ragazzo olandese scomparso nel 2016. Il confronto decisivo avverrà con il DNA della madre di Sidney, che la polizia olandese deve ancora trasmettere: i risultati sono attesi entro circa una settimana.
Nel corso della puntata si è tornati anche sul delitto di Garlasco, con un approfondimento sugli aspetti informatici e sugli accessi digitali nelle ore precedenti all’omicidio di Chiara Poggi. Un caso che continua a sollevare interrogativi e che la trasmissione ripropone per stimolare nuove segnalazioni utili alle indagini.
In chiusura, Chi l’ha visto? ha affrontato anche il caso Riccardo Magherini, morto a Firenze nel 2014 durante un fermo dei carabinieri. In studio è intervenuto il padre, dopo la sentenza emanata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha condannato l’Italia per violazione del diritto alla vita, evidenziando gravi carenze nella gestione dell’intervento e nella formazione degli operatori. Una decisione che non riapre i processi italiani, ma che riconosce responsabilità istituzionali e restituisce dignità alla lunga battaglia della famiglia.
Come da tradizione, non sono mancati gli appelli per persone scomparse, con richieste di aiuto e segnalazioni arrivate dal pubblico, a conferma del ruolo di servizio pubblico che il programma continua a svolgere.
Questa puntata ha mostrato come dietro ogni caso non ci siano solo fascicoli e perizie, ma vite sospese in attesa di risposte. Dal DNA di Rovigo alla sentenza su Magherini, Chi l’ha visto? continua a ricordare che la verità, quando arriva, spesso è lenta ma inevitabile.
