Politica Manfredonia

“Carnevale Manfredonia, senza scelte comunali programmate, è la fine”

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“Carnevale Manfredonia, senza scelte comunali programmate, è la fine”

La 72ª edizione del Carnevale di Manfredonia ha confermato ciò che molti temono da tempo: la manifestazione non vive di progettualità, ma di abitudine. A tenere in piedi l’evento, ancora una volta, non è stata una macchina organizzativa efficiente, bensì il sacrificio silenzioso di scuole, associazioni e ragazzi che, con senso di responsabilità e passione, hanno supplito alle carenze strutturali.

A Manfredonia il Carnevale continua ad andare avanti per inerzia. Si naviga a vista. Si improvvisa. Si rincorrono scadenze e problemi senza una regia autorevole, senza una strategia di crescita, senza una visione culturale e turistica degna di un evento che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello della città.

L’approssimazione è diventata prassi. La disorganizzazione, una costante. Manca una direzione chiara, manca competenza nella gestione, manca la capacità di trasformare l’entusiasmo popolare in un progetto strutturato e ambizioso. Non basta affidarsi alla buona volontà dei volontari per garantire qualità, sicurezza, comunicazione e attrattività. Non basta riempire un programma per dire che l’evento funziona.

Il punto è semplice e scomodo: senza scuole e associazioni, questa edizione avrebbe mostrato il vuoto. Sono loro il vero motore, l’unica spinta autentica. Ma non può essere sempre così. Non è sostenibile né giusto scaricare il peso organizzativo su chi partecipa per passione.

Dopo 72 edizioni non sono più ammissibili giustificazioni. Un evento storico deve evolvere, professionalizzarsi, strutturarsi. Deve puntare su competenze, pianificazione, marketing territoriale, qualità artistica. Altrimenti resta una tradizione stanca, che sopravvive ma non cresce.

Il Carnevale di Manfredonia merita rispetto. E il rispetto, oggi, passa da una scelta chiara: continuare con l’improvvisazione o avviare finalmente una stagione di competenza e responsabilità. Perché l’entusiasmo della comunità è una risorsa preziosa, ma non può essere l’alibi permanente di una gestione debole.

I consiglieri comunali

Fabio Egidio Di Bari

Ugo Galli

La Vieste en Rose