Caldo: Coldiretti Puglia, sos specie aliene tra pesci tropicali e virus invasivi in campagna

CALDO: COLDIRETTI PUGLIA, SOS SPECIE ALIENE TRA PESCI TROPICALI E VIRUS INVASIVI IN CAMPAGNA; LA PUGLIA È SOTTO PRESSIONE
Dai pesci scorpione e pesce coniglio nelle acque pugliesi, alla diffusione di insetti alieni come l’Aleurocanthus spiniferus e la Drosophila suzukii che attaccano piante e frutti, fino ai parrocchetti e ai cormorani che provocano danni in campagna e in mare, la Puglia si conferma sempre più una zona di frontiera biologica, tra globalizzazione, cambiamento climatico e straordinaria ricchezza e varietà produttiva agricola, con un aumento costante dei danni causati da specie aliene, insetti e patogeni che stanno ridisegnando gli equilibri tra mare e campagne. La denuncia arriva da Coldiretti Puglia, che segnala un fenomeno alimentato dall’aumento delle temperature, con il 2026 segnato da una delle fasi più calde degli ultimi anni e dalla crescente circolazione globale di merci e materiale vegetale.
Dalle acque del mare alle campagne, il territorio pugliese è sempre più esposto all’arrivo di organismi non autoctoni che alterano gli equilibri naturali e colpiscono direttamente le attività produttive. Nei mari della regione, accanto al granchio blu (Callinectes sapidus), che continua a mettere in seria difficoltà gli allevamenti di vongole e cozze, si registra la presenza sempre più stabile di specie invasive come il pesce scorpione (Pterois miles), il pesce coniglio (Siganus spp.) e il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), tutti organismi provenienti da ecosistemi tropicali e subtropicali che stanno colonizzando il Mediterraneo.
Anche in agricoltura la pressione è crescente, con il parrocchetto monaco, specie originaria del Sud America, che è ormai stabilmente diffuso e provoca danni a frutteti e coltivazioni di mandorlo. A questo si aggiunge lo storno, specie eurasiatica divenuta stanziale in diverse aree della Puglia, in particolare nella piana olivetata tra Bari e Brindisi e nella fascia pedegarganica del Foggiano, dove incide pesantemente sulla produzione olivicola, consumando olive e compromettendo le operazioni di raccolta, oltre a danneggiare colture orticole. Criticità rilevanti arrivano anche dalla Drosophila suzukii, il cosiddetto “moscerino killer”, che attacca – insiste Coldiretti Puglia – ciliegie e piccoli frutti, con danni spesso visibili solo dopo la raccolta e forti ripercussioni sulla qualità del prodotto.
Nel comparto forestale e frutticolo si segnala anche il cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus), insetto di origine asiatica altamente invasivo – ricorda Coldiretti Puglia – che provoca la formazione di galle sui germogli, compromettendo lo sviluppo delle piante e riducendo drasticamente la produzione di castagne. La sua diffusione è stata favorita dagli scambi di materiale vegetale e ha reso necessario l’impiego di strategie di lotta biologica. Nel settore agrumicolo resta alta l’attenzione sulla Tristeza degli agrumi, causata dal Citrus Tristeza Virus (CTV), che impone rigidi protocolli fitosanitari per le piante destinate al mercato comunitario. Coldiretti sottolinea come permangano criticità nei controlli sulle importazioni di materiale vegetale, con rischi significativi per la produzione nazionale.
Tra le emergenze più gravi si conferma la Xylella fastidiosa, introdotta in Puglia attraverso piante provenienti dall’America Latina- denuncia Coldiretti Puglia – con il batterio che ha già colpito oltre 21 milioni di piante, interessando circa 8.000 chilometri quadrati di territorio, pari a circa il 40% della regione. Critico anche l’impatto del punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus), originario dell’Asia, che dal suo arrivo in Italia nel 2004 ha colpito in modo devastante il patrimonio di palme ornamentali. Coldiretti evidenzia la necessità di rafforzare i sistemi di prevenzione e controllo all’ingresso di organismi alieni, tra insetti, patogeni, uccelli e altre specie potenzialmente dannose per l’agricoltura e il reddito delle imprese.
Secondo l’organizzazione, il nodo centrale resta il sistema di vigilanza europeo, ancora troppo permissivo, con “frontiere colabrodo” che facilitano l’ingresso di materiale vegetale infetto e parassiti. Una situazione – conclude Coldiretti Puglia – che penalizza le produzioni nazionali, mentre i prodotti italiani ed europei destinati all’export sono soggetti a iter fitosanitari più complessi e lunghi.
Bari, 30 giugno 2026


