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Bufera su Patruno. “C’è tanta improvvisazione nel mondo della cultura”. Gli operatori: mancanza di visione

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È bufera nel comparto culturale pugliese. Dopo le parole di Aldo Patruno, direttore del dipartimento turismo e cultura della Regione Puglia, sono molti i malumori da parte della compagnie teatrali pugliesi e delle tante realtà culturali che ogni giorno lavorano con passione e professionalità in questi settori. In occasione della presentazione del Festival della Valle d’Itria, Patruno ha mosso un’accusa a molti professionisti del mondo culturale. “C’è tanta improvvisazione nel mondo della cultura. Ci sono tanti che lavorano nel campo della cultura e dello spettacolo in funzione delle risorse pubbliche. Io penso che debba avvenire il contrario”. 

Per Patruno devono parlare i progetti. “Se il progetto che si intende realizzare è un progetto di valore, un progetto nel quale chi lo organizza ci crede profondamente, allora sono queste le iniziative che il pubblico e il denaro pubblico deve sostenere. Se i progetti vengono costruiti per intercettare risorse pubbliche, su quello le istituzioni devono interrogarsi”.

Le parole del dirigente, secondo molte realtà culturali pugliesi, potrebbero essere lette come una seria autocritica al lavoro della regione. Per molti, infatti, non si è ancora chiuso il capitolo della prima edizione di “Allora Fest” a Ostuni, il festival internazionale di cinema sostenuto dalla Regione con ben 350mila euro. Proprio in occasione di quell’investimento, dato a un’associazione culturale nata pochi mesi fa a Roma, il mondo culturale e cinematografico aveva lamentato una scarsa visione da parte dell’ente regionale, ritardi e anche l’assenza di un assessore al ramo. Le critiche che muovevano le realtà culturali sono le stesse che Patruno, a parti inverse, oggi muove al mondo culturale pugliese. 

In molti, però, non ci stanno. L’osservatorio “C.Re.S.Co.”, coordinamento delle realtà della scena contemporanea, ha scritto in una nota una critica puntuale sul sistema Patruno-Emiliano. “Gli ultimi anni della Giunta Emiliano ci hanno insegnato che in Puglia sono molteplici i soggetti che non necessitano di “aggrapparsi ai bandi”: lo testimonia lo sbucare di grandi eventi che narrano la meraviglia pugliese, e che sono addirittura aumentati nell’estate 2022, mentre agli operatori del settore non è stata data una risposta certa sull’anno in corso fino a giugno, giorno in cui si è aperta la vertenza dell’intero comparto nei confronti di una regione che si siede al tavolo di confronto con un ritardo di almeno 6 mesi, comunicando che le risorse disponibili per il settore sono meno della metà del fabbisogno stimato”.

Gli operatori, dunque, denunciano una leggerezza e una mancanza di visione della struttura dell’offerta culturale pugliese. “La Regione Puglia ha fatto la sua scelta tra visibilità mediatica estemporanea e quotidiano sostegno e consolidamento di un sistema regionale che generasse offerta culturale e buona occupazione sul territorio, garantendo costantemente un servizio di qualità ai suoi cittadini: è ormai evidente a tutti dove sia caduta la scelta. In due “mandati Emiliano” la Puglia ha visto distruggere un sistema culturale che l’aveva resa faro per molte altre regioni italiane, per poi ricostruirlo faticosamente a forza di bandi articolati e, nuovamente, distruggerlo”.

Poi l’affondo contro Patruno. “A rendere amarissimo questo quadro già desolante sono arrivate le recenti parole del Direttore Patruno, che, dopo aver improvvisato risposte fumose da novembre a giugno, accusa d’improvvisazione gli operatori del settore, gli stessi che a luglio 2022 aspettano dalla Regione l’acconto del 2020-2021, il saldo del 2019, molti anche del 2018, alcuni anche del 2017”. 

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