Politica Capitanata

Borgo Mezzanone: “Pnrr, negligenze sul piano amministrativo”

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BORGO MEZZANONE, ON. LA SALANDRA: LA RIFLESSIONE DI GRITTANI

RICHIAMA ALLE RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVE

E A UNA LETTURA CORRETTA DEL FENOMENO

Sul superamento del ghetto pesano anche responsabilità amministrative. Ma il caporalato non può diventare il pretesto 

per criminalizzare gli agricoltori, 
che troppo spesso sono vittime dello stesso sistema

Quella di Grittani sul Corriere del Mezzogiorno è una riflessione matura, che ha il merito di riportare il dibattito su Borgo Mezzanone oltre la dimensione, pur comprensibile, dell’indignazione e del cordoglio sui social. Di fronte a una tragedia come quella di Sadam Houssain, l’attenzione deve necessariamente concentrarsi sulle responsabilità e sulle soluzioni concrete”. Lo dichiara il deputato foggiano di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra, componente della Commissione Agricoltura, commentando l’articolo dedicato alla vicenda del giovane bracciante e al tema dei fondi destinati al superamento dei ghetti.

È evidente – prosegue La Salandra – che in questi anni non siano mancate negligenze sul piano amministrativo. La vicenda delle risorse PNRRdestinate al superamento degli insediamenti informali merita risposte precise e non può essere rimosso dal dibattito pubblico. Anche sui commissari straordinari per il PNRR – aggiunge – troppo spesso si è cercato di scaricare il peso delle inefficienze amministrative dei Comuni. Ma un commissario straordinario è, per definizione, una figura chiamata ad assicurare ausilio e supporto rispetto a interventi straordinari. Non può diventare il capro espiatorio delle istituzioni”.

C’è poi un altro punto fondamentale – sottolinea il parlamentare – rispetto al fenomeno del caporalato. Siamo davanti a una realtà complessa, che va combattuta con fermezza attraverso strumenti di controllo, legalità, tutela dei lavoratori e contrasto alla criminalità. Ma proprio perché il fenomeno è complesso, non possiamo travisarlo fino a trasformare il termine ‘caporalato’ in un’accusa indistinta nei confronti dell’intero comparto agricoloLa stragrande maggioranza degliimprenditori agricoli lavora nella legalità e in molti casi sono gli stessi agricoltori a subire le conseguenze di un sistema criminale che altera la concorrenza, sfrutta i lavoratori e danneggia chi opera correttamente. Non si possono utilizzare episodi criminali e tragici come quello di Borgo Mezzanone per colpire indiscriminatamente gli agricoltori: è una lettura ingiusta e controproducente”, conclude.