Ballantini ricorda Valentino: l’imitatore divenuto icona televisiva
Dario Ballantini racconta l’incontro e il rapporto con lo stilista Valentino Garavani, l'imitazione divenuta leggenda televisiva.

Dario Ballantini, storico imitatore, attore e pittore italiano, ha rievocato con emozione il suo incontro con Valentino Garavani e il profondo impatto che la figura del celebre stilista ha avuto sulla sua carriera. Il ricordo arriva in un momento di lutto per la moda italiana, con la recente scomparsa di Valentino a 93 anni. Ballantini ha voluto non solo ricordare l’incontro con l’“Imperatore della moda”, ma anche riflettere sul ruolo che quella maschera – la sua imitazione più celebre – ha avuto nel definire la sua identità artistica. La storia tra imitatore e icona è una delle pagine più originali del costume televisivo italiano, intrecciando comicità, ammirazione e riconoscenza. Attraverso le parole di Ballantini emergono aneddoti, ironie e un rapporto fatto di stima, curiosità e fatto di rispetto reciproco.
Chi è Dario Ballantini e come nasce l’imitazione di Valentino
Dario Ballantini, nato a Livorno il 13 ottobre 1964, è un artista dalle molte sfaccettature: imitatore, attore e pittore. È noto al grande pubblico soprattutto per il suo lungo sodalizio con Striscia la Notizia, dove ha vestito i panni di numerosi personaggi pubblici, spaziando da Gianni Morandi a Papa Francesco fino a figure internazionali come Donald Trump. Tuttavia, tra tutte le sue interpretazioni, quella di Valentino Garavani è la più iconica e riconoscibile. La celebre imitazione – con il celebre “ciao caro” ironico e tagliente – nasce in un periodo in cui Ballantini stava cercando di rilanciare la sua presenza televisiva. Dopo quindici anni di imitazioni in studio che non decollavano come sperato, insieme agli autori decise di puntare su un personaggio che potesse essere portato “fuori” e non relegato solo alla scrivania di un programma. La scelta cadde su Valentino, figura di rilievo internazionale e simbolo dell’eleganza italiana.
Fu una svolta: la maschera di Valentino non solo conquistò il pubblico ma divenne un format nuovo di comicità, applicando la satira e l’osservazione del costume a un mondo spesso considerato elitario. Ballantini stesso ha definito quel personaggio come decisivo per la sua carriera, tanto da affermare con commozione che “gli doveva tutto”. L’unico incontro vero e proprio tra l’imitatore e lo stilista avvenne in modo quasi surreale durante la prima romana del film La ricerca della felicità: Ballantini, travestito e truccato da Valentino Rossi, si trovò davanti al vero Valentino Garavani che, con un gesto affettuoso, gli diede una pacca sulla spalla e pronunciò la famosa frase “Ciao caro”, la stessa che Ballantini aveva reso celebre nel suo personaggio.
Nonostante qualche iniziale fastidio da parte della maison Valentino per la parodia, il rapporto si è evoluto nel tempo, fino a diventare di stima. Secondo lo stesso Ballantini, Valentino avrebbe ammesso che l’imitazione gli somigliava, ricordandolo un po’ da giovane.L’imitazione di Valentino ha accompagnato Ballantini per oltre trent’anni, portandolo sui red carpet dei principali festival, alle sfilate di moda e nei momenti più importanti della televisione italiana. Oggi, con la scomparsa dello stilista, quell’omaggio assume un valore simbolico ancora più profondo: non solo un tributo alla figura di Valentino, ma anche il racconto di una carriera che ha saputo reinventarsi attraverso l’arte dell’imitazione.
Questa storia è un esempio di come il talento e l’audacia possano trasformare l’ironia in una forma di rispetto e riconoscimento culturale. Ballantini non ha solo imitato un grande della moda: ne ha raccontato il carattere e il mito, rendendo l’arte dell’imitazione parte integrante del tessuto televisivo italiano. In un periodo in cui nel mondo dello spettacolo dominano le frivolezze e gli “ingressi” senza la dovuta esperienza, il percorso di Ballantini resta un promemoria: dietro ogni risata c’è spesso una storia di dedizione, astuzia e sincera ammirazione.
