Antonio La Torre, “Nato per far correre”

Mi unisco, da primo cittadino di Manfredonia, al coro di congratulazioni che sono state indirizzate ad Antonio La Torre, che è stato nominato Direttore Tecnico FIDAL (Federazione Italiana dell’Atletica Leggera) delle squadre nazionali assolute. In pratica è il Direttore Tecnico di tutta l’atletica azzurra, non solo delle squadre nazionali. Antonio è un sipontino, essendo nato a Manfredonia 61 anni fa, che ha lasciato la nostra città all’età di 9 anni. Nel suo passato c’è l’attività svolta come disegnatore in una grande industria metalmeccanica, dove aveva svolto anche il ruolo di delegato sindacale. E’ professore associato di scienze motorie all’Università di Milano, oltre che autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche. Ma il suo nome, come allenatore, è legato a quello dell’olimpionico della marcia Ivano Brugnetti, che è stato seguito da La Torre per oltre 20 anni e che con lui ha raggiunto prima il traguardo del titolo mondiale della 50km a Siviglia 1999 e, successivamente, quello dell’oro olimpico della 20km ad Atene 2004.

Oggi, invece, è un momento molto delicato per l’atletica italiana, dopo i risultati deludenti ottenuti agli Europei di Berlino conclusi due mesi fa, e la FIDAL si affida ad Antonio La Torre perché è una persona e un professionista che guarda sempre avanti, che spinge il suo sguardo sempre oltre i limiti del visibile, immaginando e realizzando ciò che non sempre appare possibile.

Se, come recita il titolo di un libro, correre è ‘La fatica più bella’, a cominciare dal correre leggendario della maratona, correre è anche una straordinaria allegoria della vita: non importa, infatti, se corri distanze brevi o lunghe, perché la corsa è sia scappare da qualcosa e sia mettersi all’inseguimento di qualcos’altro. Spesso i due progetti coincidono, con l’unica ma sostanziale differenza che la maggior parte delle volte conosci ciò da cui scappi e ignori ciò che ti sta davanti, o non riesci a individuarlo bene.

Lo sport viene troppo spesso travolto da scandali e interessi vari, per lo più di natura economica, e proprio per questa ragione occorre necessariamente fidarsi di chi, come Antonio ha sempre mostrato, crede in quello che fa.

Ho letto che Antonio La Torre gradisce la musica rock e, più precisamente, ha un certo debole per Bruce Springsteen. Parafrasando, quindi, ‘Born to run’ (‘Nati per correre’), nota canzone del ‘boss’, come Springsteen viene chiamato, mi rivolgo ad Antonio e gli dico: in bocca al lupo per questa nuova, delicata e stimolante esperienza a te, che sei nato per far correre! E noi correremo con te e con i nostri atleti.

 

Angelo Riccardi




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