Anime in TV a febbraio 2026: dove vederli e quando
Il palinsesto anime di febbraio 2026 tra Rai e Ka-Boom: classici, repliche e novità con orari e canali di messa in onda.

Febbraio 2026 si annuncia come un mese particolarmente ricco per gli appassionati di anime in televisione, grazie a una programmazione che intreccia grandi classici, repliche consolidate e titoli di nuova generazione. A fare chiarezza sugli appuntamenti del mese è lo storico portale online Il Bazar di Mari, valido punto di riferimento per il fandom italiano, che da anni monitora con attenzione la presenza dell’animazione giapponese nei palinsesti TV. Tra reti Rai, Mediaset e canali tematici, l’offerta si distribuisce lungo l’intera giornata, coprendo pubblici e fasce orarie differenti.
Tra Rai, Italia 2 e Ka-Boom: i palinsesti anime di febbraio
Sulle reti Rai, in particolare Rai 2, Rai Gulp e RaiPlay, febbraio continua a puntare su una programmazione rassicurante e familiare. La mattina resta spazio per la memoria storica dell’animazione giapponese con UFO Robot Goldrake, in onda su Rai 2 nei giorni feriali con doppio episodio fino ai primi giorni del mese. Nel tardo pomeriggio Rai Gulp propone invece Ronja la figlia del brigante, serie già disponibile anche su RaiPlay, confermando la sinergia tra DTT e streaming.
Su Italia 2 trovano spazio numerose repliche pensate per un pubblico trasversale, capaci di coprire l’intero arco della giornata. Dal 10 febbraio alle ore 7:00 debutta Un fiocco per sognare, un fiocco per cambiare, proposta nella fascia mattutina insieme ad altri titoli storici. Detective Conan occupa sia la programmazione del mattino sia quella del pomeriggio, mentre Dragon Ball e One Piece continuano a essere trasmessi con blocchi multipli di episodi consecutivi, una formula che favorisce una visione seriale e continuativa. Nel fine settimana trova spazio anche Lady Oscar, proposta in lunghe maratone che parlano direttamente alla memoria televisiva di più generazioni.
Sempe su Italia 2 da non dimenticare i nuovi episodi di One Piece (la fine della saga di Whole Cake Island), seguiti subito dopo da Jujutsu Kaisen, in prima serata ogni lunedì, precisando un’evidenza spesso dimenticata: l’anime non è solo intrattenimento pomeridiano, ma anche prodotto da prime time.
Accanto a Rai e Mediaset un ruolo centrale lo gioca il canale Ka-Boom, visibile sul digitale terrestre con numerazione variabile a seconda della regione e in streaming sul circuito SuperSix. Qui la programmazione è quotidiana e fortemente identitaria, con titoli come Inuyasha, Gintama, Conan, il ragazzo del futuro e Ginguiser, distribuiti in più fasce giornaliere per intercettare pubblici diversi.
In definitiva, febbraio 2026 racconta qualcosa di più interessante di una semplice trasmissione degli anime in TV. Nonostante l’abbondanza quasi soffocante di piattaforme streaming e contenuti on demand, la televisione generalista resta forse il luogo più autentico in cui godersi un cartone animato giapponese. Non per comodità, ma per esperienza. Canali come Italia 2, Boing o Supersix parlano soprattutto ai nostalgici, a chi ricorda quando l’animazione nipponica si scopriva per caso, passando da un’emittente locale come Telecapri o Napoli Canale 21 a una rete nazionale come Telemontecarlo. Era una visione fatta di attesa, di interruzioni, di jingle e spot iconici: la pubblicità del fumetto di Dragon Ball, un prodotto Snips, le uova di Pasqua Crispo con il cuore d’oro nascosto dentro. Tra un episodio e l’altro non c’era solo pubblicità, ma una sospensione quasi rituale. Ed è forse proprio quella magia, imperfetta e irripetibile, che oggi la TV tradizionale cerca di custodire.



