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Anche Manfredonia candidata ad entrare nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco? La proposta del dottor Gaetano Rinaldi

Anche la città di Manfredonia potrebbe essere candidata ad entrare nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco ed essere insignita del prestigioso riconoscimento proveniente dall’organismo per la promozione e la tutela del patrimonio culturale e scientifico mondiale delle Nazioni Unite che ha sede a Parigi. Il riconoscimento atterrebbe all’origine della struttura urbanistica di Manfredonia risalente alla metà del XIII secolo, quando Re Manfredi decise di fondare la città a seguito della distruzione di Siponto, spezzata via da un maremoto nella seconda metà del XII secolo.

L’ardita e ambiziosa proposta viene lanciata dal dottor Gaetano Rinaldi, esponente di Italia Nostra (Rinaldi è presidente di Italia Nostra della sezione di Ascoli Piceno) originario di Monte Sant’Angelo ma residente nelle Marche da molti e molti anni. Rinaldi, studioso ed esperto di sistemi culturali-territoriali, nel delineare l’origine urbanistica della città di Manfredonia, ne rileva i punti di contatto con l’urbanistica e l’architettura antica romana.

“Dopo la morte di Federico II – è l’incipit di Gaetano Rinaldi –  Manfredi di Svevia non fu nominato subito Re delle 2 Sicilie, ma dovette restare ad aspettare, prima di diventare Re a sua volta, diversi mesi durante i quali continuò la politica militare del padre, scontrandosi spesse volte coi francesi- angioini dai quali fu sconfitto nella battaglia di Benevento, in cui perse la vita.

Manfredi in realtà – spiega Rinaldi – aveva intenzione di creare una nuova città al posto di Siponto (distrutta da un maremoto) per realizzare una città che sorgesse in una posizione più sicura e strategicamente più importante, quasi una capitale, potremmo dire, elaborando un progetto avveniristico di un tessuto urbano che superava in maniera straordinaria le forme urbane delle città medievali. In altre parole – rivela Rinaldi – pensò di realizzare una città moderna, o meglio una delle prime città moderne del mondo occidentale con strade larghe e rettilinee, composta da decumani (in direzione Est-Ovest) e cardi (in direzione Nord-Sud).

Nello specifico i decumani erano gli attuali Corso Manfredi, Via Maddalena e Via Roma mentre i cardi le traverse secondarie. In realtà, come è facile desumere anche non essendo un esperto architetto, questa struttura moderna si rifaceva agli impianti urbanistici del mondo romano.

E’ evidente però che gli edifici dell’epoca sono quasi totalmente scomparsi o sono stati modificati perché danneggiati dalle intemperie o perché colpiti da eventi bellici come la famosa distruzione operata dai Turchi nella prima metà del Seicento col relativo sacco della città e del Duomo ricostruito in seguito più bello e splendente di prima. Peraltro salvo alcuni interventi edilizi degli ultimi tempi che hanno consentito la realizzazione di costruzioni sovradimensionate, la gran parte dell’edificato conserva una forma architettonica elegante, armoniosa che contribuisce ad esaltare la struttura urbana voluta da Manfredi. Va rilevato che questa struttura non appare nella sua completezza ad un’osservazione superficiale, in quanto in maniera inopportuna sono state quasi completamente occultate le antiche mura della città, addossando alle stesse costruzioni di non elevato valore architettonico, se non di pessimo gusto.

Fortunatamente rimangono intatti alcuni torrioni che fanno intendere i limiti dell’antico storico tessuto urbano. Manfredonia dovrebbe valorizzare al massimo questa eccezionale sua origine organizzando studi, approfondimenti anche per individuare modalità accettabili per la realizzazione di possibili interventi volti a mitigare i danni arrecati all’integrità della sua eccezionale struttura urbanistica. Non sarebbe poi assurdo proporre l’inserimento della struttura urbana della città nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Per formulare una tale richiesta bisogna convincersi in primo luogo del pregio della città e volere con forza che si consegua questo ambizioso risultato – conclude Rinaldi”.

Ora tocca agli amministratori di Manfredonia accogliere un tale proposta e cercare di attivarsi per candidare la città sipontina a Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, tentando almeno di avviare l’iter che potrà condurre a al prestigioso riconoscimento.

Matteo Rinaldi

https://www.ilgiornaledimonte.it/index.php/notizie/13245-manfredonia-potrebbe-essere-candidata-ad-entrare-nel-patrimonio-dell-umanita-dell-unesco

Redazione

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