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Amministratori sotto tiro: la Puglia è la Regione più colpita del 2025 con 51 casi

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Amministratori sotto tiro: la Puglia è la Regione più colpita del 2025 con 51 casi

Un grande arcobaleno istituzionale formato da decine di sindaci con la fascia tricolore in spalla, si è riunito davanti alla Prefettura di Napoli per dire “basta” alle intimidazioni contro gli amministratori locali in tutta Italia. I primi cittadini si sono rivolti direttamente ai rappresentanti del Governo chiedendo di non esser lasciati soli nel loro cammino amministrativo. Ma soprattutto hanno ribadito che ogni atto di intimidazione contro ciascuno di loro è un colpo inferto alla democrazia dei territori.

L’iniziativa, promossa da ANCI Nazionale, ANCI Campania, Avviso Pubblico, Comune di Napoli e Prefettura di Napoli, ha accompagnato la presentazione della XVI edizione del Rapporto “Amministratori sotto tiro”, curato da Avviso Pubblico (Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione), che fotografa il fenomeno degli atti intimidatori, delle minacce e delle violenze nei confronti di sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali, dipendenti e funzionari della Pubblica Amministrazione.

I dati nazionali raccontano una situazione che continua a richiedere massima attenzione: nel 2025 sono stati censiti 309 atti intimidatori, una minaccia ogni 28 ore. Dal 2010 al 2025 Avviso Pubblico ha registrato 6.025 episodi in Italia, con 1.736 Comuni coinvolti. Sebbene il numero complessivo dei casi sia in calo rispetto al 2024, aumentano i Comuni, le Province e le Regioni interessate dal fenomeno.

In questo quadro, la Puglia è la regione più colpita d’Italia nel 2025, con 51 casi censiti, in aumento rispetto all’anno precedente. Seguono Campania, Sicilia e Calabria. Un primato che richiama le istituzioni, le comunità locali, le forze sociali e politiche ad una responsabilità comune: non lasciare soli gli amministratori e i dipendenti pubblici che subiscono minacce, pressioni e tentativi di condizionamento.

Nel 2025 i 51 casi pugliesi si sono verificati in 38 Comuni distribuiti in tutte le sei province. La provincia di Lecce, con 15 casi, è la più colpita a livello regionale e la seconda in Italia dopo Napoli. Seguono Taranto con 9 episodi, Foggia con 8, Bari con 7, Brindisi e Barletta-Andria-Trani con 6 casi ciascuna.

La Puglia presenta anche un altro dato particolarmente significativo: dal 2010 al 2025 Avviso Pubblico ha censito 745 atti intimidatori nella regione, con una media di 46,5 casi l’anno, circa quattro al mese. Inoltre, 165 Comuni pugliesi su 257 sono stati colpiti almeno una volta: il 64% del totale, la percentuale più alta d’Italia nel rapporto tra Comuni colpiti e Comuni presenti sul territorio regionale.

“Il Rapporto conferma che le intimidazioni agli amministratori locali non sono un fatto privato e non riguardano soltanto la persona colpita” – dichiara Roberto Montà, Presidente nazionale di Avviso Pubblico. “Quando si minaccia un sindaco, un assessore, un consigliere comunale, un funzionario pubblico, si colpisce la democrazia di una comunità intera. Non dobbiamo rassegnarci a considerare questo fenomeno un male incurabile: va monitorato, analizzato e contrastato con strumenti concreti, con la presenza dello Stato, con il sostegno delle istituzioni e con la mobilitazione civile dei territori”.

Particolarmente rilevante, per la Puglia, è anche il dato relativo ai Comuni già sciolti per infiltrazioni mafiose: nel 2025, tra i 38 Comuni pugliesi colpiti da intimidazioni, 7 hanno subito in passato uno scioglimento per mafia. Si tratta di Foggia, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Neviano, Orta Nova, Ostuni e Terlizzi. Il Rapporto evidenzia inoltre come alcuni territori risultino esposti in modo ricorrente: per Monte Sant’Angelo il 2025 rappresenta il decimo anno in cui viene registrato uno o più atti intimidatori e nella stessa provincia per Manfredonia è il nono anno, per Orta Nova è il settimo.

“Il dato della Puglia prima regione d’Italia per atti intimidatori nel 2025 è un campanello d’allarme che non possiamo permetterci di sottovalutare” – dichiara Pierpaolo d’Arienzo, Sindaco di Monte Sant’Angelo e Coordinatore regionale di Avviso Pubblico Puglia. “Le minacce agli amministratori e ai dipendenti pubblici non sono episodi isolati: sono tentativi di indebolire le istituzioni, condizionare le scelte amministrative, scoraggiare chi si assume la responsabilità di servire la propria comunità. La Puglia ha energie civiche, amministratori coraggiosi, forze dell’ordine e magistratura impegnate ogni giorno, ma serve una risposta ancora più forte e corale”.

“Da sindaco di una città che conosce il peso di queste ferite”, prosegue d’Arienzo, “so bene che la solitudine è il primo rischio per chi viene colpito. Per questo dobbiamo costruire una rete permanente tra Comuni, Prefetture, scuole, associazioni, cittadini e organi di informazione. La legalità non può essere evocata solo dopo un’intimidazione: va praticata ogni giorno, sostenendo gli amministratori, rafforzando la cultura democratica, investendo sui presìdi sociali e chiedendo allo Stato strumenti e risorse adeguate. Difendere un sindaco significa difendere una comunità. Difendere un dipendente pubblico significa difendere il diritto dei cittadini ad avere istituzioni libere”.

Gli incendi si confermano, soprattutto nel Mezzogiorno, una delle forme più diffuse di intimidazione. Il Rapporto segnala numerosi episodi avvenuti in Puglia: auto incendiate, mezzi comunali dati alle fiamme, minacce dirette, atti intimidatori contro amministratori, candidati, funzionari e agenti di polizia locale. Un quadro che conferma la vulnerabilità degli enti locali, in particolare nei piccoli Comuni, dove il rapporto diretto tra amministratori e cittadini rappresenta un valore democratico ma può anche aumentare l’esposizione a pressioni, tensioni sociali e tentativi di condizionamento criminale.

Avviso Pubblico Puglia ribadisce la necessità di rafforzare il monitoraggio, la prevenzione e il sostegno agli enti locali colpiti, promuovendo al tempo stesso percorsi di educazione alla legalità, partecipazione democratica e responsabilità civile. Nessun amministratore, nessun funzionario, nessun dipendente pubblico deve sentirsi solo nell’esercizio del proprio mandato e del proprio servizio alla comunità.

“La Puglia non è solo la regione più colpita”, conclude d’Arienzo. “È anche una terra che reagisce, che denuncia, che costruisce alleanze istituzionali e sociali. La risposta alle intimidazioni deve essere più forte della paura: presenza, trasparenza, partecipazione, cultura della legalità. Solo così le nostre comunità resteranno libere”.

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