Attualità Puglia

Acqua: in Puglia gli invasi perdono 12,66 milioni di metri cubi d’acqua in una settimana

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

ACQUA: INVASI PERDONO 12,66 MILIONI DI METRI CUBI D’ACQUA IN UNA SETTIMANA; COLDIRETTI PUGLIA: “SUBITO NUOVE OPERE PER TRATTENERE LE PIOGGE”

In appena sette giorni la Puglia ha perso 12,66 milioni di metri cubi d’acqua dagli invasi pur mantenendo un livello di riempimento del 77% grazie alle abbondanti piogge cadute tra inverno e primavera 2026, e questo dimostra che l’acqua c’è, ma va trattenuta perché senza nuove infrastrutture il patrimonio idrico accumulato rischia di disperdersi rapidamente sotto la spinta delle temperature estreme, oltre alle condotte colabrodo che continuano a disperdere una quota significativa della risorsa lungo la rete di distribuzione. Per questo Coldiretti Puglia, in occasione dell’Assemblea nazionale dell’ANBI in corso a Roma, rilancia la necessità di passare dall’emergenza alla programmazione, accelerando la realizzazione di nuovi invasi, il completamento delle infrastrutture idriche e l’ammodernamento della rete per garantire acqua alle imprese agricole e ai cittadini.

“L’acqua è la più grande infrastruttura strategica del nostro Paese. È una risorsa che genera sviluppo, produce energia, garantisce cibo, tutela il territorio e rappresenta un presidio di pace. Di fronte all’avanzare della siccità e della desertificazione non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze. Servono scelte immediate e investimenti concreti. Le priorità sono chiare: ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua, realizzare una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacità di accumulo e garantire l’autosufficienza idrica del settore agricolo, accelerando finalmente la cantierabilità delle opere già progettate. Da anni discutiamo di piani, strategie e programmi. Oggi il Paese ha bisogno di cantieri. Non possiamo continuare a ripetere le stesse analisi mentre gli agricoltori sono costretti ad affrontare danni sempre più gravi”, ha affermato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, intervenendo all’Assemblea nazionale dell’ANBI. “Ogni anno sul nostro Paese cadono enormi quantità di pioggia, ma siamo ancora in grado di trattenere solo una minima parte della risorsa, molto meno di quanto fanno altri Paesi europei. È un paradosso che non possiamo più accettare. Le grandi opere possono rappresentare un motivo di orgoglio nazionale, ma le priorità dei cittadini sono altre. Chi apre il rubinetto e non trova acqua, chi vede i raccolti compromessi o è costretto a rinunciare al proprio patrimonio zootecnico chiede risposte oggi, non tra decenni”, conclude Gesmundo.

Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio sulle Risorse Idriche dell’ANBI, le elevate temperature stanno determinando una rapida diminuzione delle riserve idriche, nonostante il miglioramento registrato grazie alle piogge dell’inverno e della primavera 2026 che hanno consentito di recuperare circa 76 milioni di metri cubi d’acqua negli invasi della Capitanata rispetto a fine 2025, mentre in Basilicata gli invasi di Monte Cotugno, Pertusillo, Camastra e Basentello mantengono l’81% del volume autorizzato, con una disponibilità superiore di circa 128 milioni di metri cubi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pur registrando un fisiologico calo dei volumi dovuto al caldo e all’aumento dei consumi irrigui.

“Le piogge del 2026 hanno dato respiro alle campagne pugliesi e hanno consentito di ricostituire una parte importante delle riserve idriche, ma sarebbe un grave errore pensare che l’emergenza sia alle spalle. I cambiamenti climatici ci consegnano un’alternanza sempre più frequente tra precipitazioni intense e lunghi periodi di siccità. L’acqua che cade va trattenuta quando c’è, perché sarà quella che servirà nei mesi estivi. Per questo non possiamo più perdere tempo: bisogna realizzare gli invasi programmati, completare le infrastrutture e mettere in sicurezza il sistema idrico regionale”, afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.

Per Coldiretti Puglia è necessario accelerare gli investimenti sulle opere strategiche previste dal piano invasi, ridurre le perdite della rete idrica e migliorare l’efficienza dei sistemi di distribuzione, perché l’acqua rappresenta il primo fattore produttivo dell’agricoltura regionale e una risorsa essenziale anche per cittadini, imprese e ambiente.

“Oggi il problema non è soltanto la scarsità d’acqua, ma l’incapacità del sistema di conservare quella che arriva con eventi meteorologici sempre più intensi e concentrati. Le piogge di quest’anno hanno dimostrato che possiamo accumulare risorse preziose, ma senza una rete moderna di invasi e infrastrutture continuiamo a disperdere un patrimonio fondamentale. Occorre accelerare la cantierabilità delle opere già progettate, ridurre le perdite della rete e trasformare ogni precipitazione in una riserva strategica per affrontare i mesi più difficili, garantendo sicurezza alimentare, competitività alle imprese agricole e tutela dei territori”, conclude Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

Per Coldiretti Puglia è il momento di passare definitivamente dalla gestione dell’emergenza alla programmazione, realizzando gli invasi e le infrastrutture necessarie per rendere il sistema idrico regionale più resiliente ai cambiamenti climatici, garantendo acqua alle imprese agricole, ai cittadini e ai territori anche nei periodi di maggiore stress climatico.