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A Capuano, il regista del “non ti disunire” di Sorrentino, il David Speciale 2022

Paolo Sorrentino, nella suo “È stata la mano di Dio”, ha reso la sua persona un personaggio cinematografico aspro ma poetico, irascibile ma irresistibile. Con quel suo “non ti disunire mai”, il regista napoletano ha fatto conoscere al grande pubblico il suo maestro: Antonio Capuano

In una delle scene più emozionanti del film di Sorrentino, Fabietto parla con il grande maestro del cinema napoletano Capuano interpretato da Ciro Capano. La presenza di quel personaggio è un omaggio esplicito alla figura di Capuano, fra le voci più originali del grande schermo italiano, autore schietto, privo di ipocrisie sin dal suo esordio alla regia con “Vito e gli altri”. 

In quel dialogo fra Fabio e Antonio, ovvero fra Paolo Sorrentino e Antonio Capuano, si parla di cinema, di vita, di come sia indispensabile per raccontare avere un dolore. Capuano proprio con Sorrentino nel 1998 ha scritto un film a episodi “Polvere di Napoli” per omaggiare un capolavoro come “L’oro di Napoli” di Vittorio De Sica. Autore indipendente, ha raccontato la radicalità e le contraddizioni della sua città, Napoli, con il film “Luna rossa”, denunciando il mondo della criminalità organizzata. L’ultimo suo film, “Il buco in testa”, ha riletto con originalità il periodo degli anni di piombo attraverso gli occhi della figlia di un vicebrigadiere ucciso nel 1977. 

Martedì, su Rai1, in occasione dei David di Donatello verrà conferito a Capuano un David Speciale 2022. Ad annunciarlo è stata la stessa Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano. “Il cinema di Antonio Capuano, celebrato anche nel film di Paolo Sorrentino, è allo stesso tempo irriducibile e intriso di poesia e immaginazione, di resistenza sociale, di immagini straordinarie, di memoria e utopia come dimostra la sua opera più recente, Il buco in testa”. 

Detassis ha sottolineato la visione corsara e indipendente di Capuano, da sempre al di fuori dei giochi industriali del cinema italiano. “Capuano, da sempre estraneo ai giochi industriali, vero outsider, sceneggiatore, regista, scenografo e pittore, ha saputo ritrarre Napoli e le ferite aperte di tutte quelle vite, ragazzi specialmente, in una terra travagliata quanto magica. In lui la realtà brucia, la cinepresa sublima. Un David Speciale, per un cinema davvero speciale e fuori norma”. 

Capuano ha commentato: “I miei film hanno avuto diverse nomination ma mai un David, solo quello vinto da Valeria Golino. Questo premio forse è un po’ una ricompensa, ma va bene così: i premi non li ho mai cercati, il mio è un cinema urticante, scomodo, duro, non vuole mediazioni e non cerca di addolcire. E infatti i produttori non credono molto in me”.

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