Campo: “I dati pugliesi smentiscono le pessimistiche ricostruzioni dei giorni scorsi”

Il Covid-19 si è diffuso meno in Puglia della media nazionale ed il tasso di letalità è anch’esso inferiore al dato medio italiano.
È l’ottima notizia data dal professor Pier Luigi Lopalco, epidemiologo, consulente della Regione Puglia per l’emergenza sanitaria, nel corso della riunione congiunta delle Commissioni I e IV del Consiglio regionale.
Dati che smentiscono le pessimistiche ricostruzioni ed ipotesi che pure sono circolate nei giorni scorsi e che testimoniano il grande senso di responsabilità e di collaborazione dei cittadini ed il buon lavoro fatto dalle strutture sanitarie pugliesi.
Vero è che in alcune zone della regione ci sono un maggior numero di casi e ciò è dovuto, ci ha spiegato Lopalco, alla differente catena di diffusione del virus, all’interno di gruppi chiusi e non linearmente in tutta la popolazione. Caratteristica che si trasformerà in un vantaggio quando inizierà la Fase 2, perché favorirà la più rapida ricostruzione della catena del contagio e la sua limitazione o interruzione.
Altra notazione importante, ribadita questa mattina, è l’imminente incremento del numero dei tamponi effettuati giornalmente, oggi arrivati a 2.000, grazie all’inclusione nella rete regionale dei laboratori in grado di assicurare l’esito di almeno 100 esami al giorno. I tamponi, però, non devono intendersi come strumenti di prevenzione dell’infezione, piuttosto come lo strumento per conoscerne la dimensione in un dato momento ed agire di conseguenza. Perché, è stato l’esempio fatto dal professor Lopalco, se anche oggi facessimo il tampone ai 39.000 operatori sanitari pugliesi e risultassero tutti negativi nulla impedisce che domani emergano positivi.
L’arma più efficace contro la diffusione del Covid-19 resta sempre e comunque la prevenzione: distanziamento sociale nei luoghi pubblici e nelle attività produttive, utilizzo diffuso dei dispositivi di protezione individuale.
A cui si aggiunge l’ulteriore messa in sicurezza delle strutture sanitarie che hanno disponibilità di posti in terapia intensiva e in corsia, nonché l’ampliamento del trattamento sanitario a domicilio.
Ancora una volta è doveroso riconoscere la qualità e la valenza dell’apporto offerto dal professor Luigi Lopalco alla definizione della strategia regionale di contenimento e superamento dell’emergenza sanitaria. Riconoscimento che può e deve infondere fiducia nell’animo dei cittadini e coraggio nell’attività degli amministratori regionali e locali.
Paolo Campo


