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Il Paradiso delle Signore, intervista Mauro Negrini: “molte sorprese in arrivo”

Mauro Negrini è pronto a tornare nelle vesti del maggiordomo Italo nella soap Il Paradiso delle Signore: "questa stagione racconterà il 1968, le luci e le ombre del periodo"

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Torna a parlare del suo Italo in vista della nuova stagione de Il Paradiso delle Signore, Mauro Negrini. Il 7 settembre ripartirà la soap, ormai giunta al suo undicesimo capitolo (8 daily). L’attore anticipa una stagione piena di sorprese, tra Adelaide alle prese con una serie di difficoltà da combattere e l’atteso ritorno di Riccardo Guarnieri.

Intervista al volto di Italo de Il Paradiso delle Signore

D. Bentrovato, Mauro. Partiamo subito da una notizia che ha fatto sorridere i tanti appassionati de Il Paradiso delle Signore: la riconferma di Italo. Che cosa puoi raccontarci di questa nuova stagione? E soprattutto, dobbiamo prepararci a qualche sorpresa?

R. La riconferma di Italo è grazie alle tante persone che non solo sui social, ma per strada, mi riconoscono con discrezione e affetto. Sorprese ce ne saranno… molte. Sarà una stagione dinamica fin dalle prime puntate. La contessa avrà molte difficoltà da affrontare e superare, e Italo ne sarà lucido testimone e fedele aiutante.

D. La notizia della morte di Rosa come è stata accolta all’interno del cast?

R. La notizia di Rosa l’ho saputa a inizio registrazioni da Pietro Masotti. Mi ha sorpreso ma non più di tanto. Quando dei personaggi vengono molto raccontati, nella stagione successiva o ritornano con dinamiche diverse o la narrazione li dimentica.

D. Tra le curiosità dei fan c’è anche Anita. Possiamo aspettarci di rivedere la piccola protagonista accanto a Italo oppure il loro percorso prenderà una direzione diversa?

R. Anita, nelle due serie precedenti (l’attrice Elsa Quaranta) è stata una dolce sorpresa. Recitare con lei in scene non banali, in cui la ragazzina, figlia di un medico, è descritta in maniera intelligente e non banale. I percorsi si possono separare e poi riprendere.

D. Tornare sul set riserva sempre emozioni particolari. Che effetto ti ha fatto ritrovare l’atmosfera de Il Paradiso delle Signore e, soprattutto, due colleghi come Vanessa Gravina e Roberto Farnesi?

R. Tornare sul set ad ogni stagione è un’emozione e una responsabilità. Tutto quello fatto prima lascia lo spazio allo step successivo da superare. I rapporti con la signora Gravina sono stati da me raccontati già in altre interviste. Quest’anno la difficile situazione economica dei grandi magazzini e il rapporto di lei con i nuovi arrivi renderanno più articolati la narrazione. Se penso al Commendatore mi viene subito da ridere: mi divertono i backstage prima delle registrazioni. Insomma un vassoio di battute facili da recitare.

D. Villa Guarnieri continuerà ad avere un ruolo importante nelle nuove puntate e sarà anche teatro del ritorno di un personaggio molto amato come Riccardo. Come hai accolto questa notizia? E che cosa pensi possa portare il suo ritorno nelle dinamiche della soap?

R. Villa Guarnieri ogni anno, per sviluppi narrativi, è sempre foriera di novità. Per questa stagione tornerà, a grande richiesta, Riccardo Guarnieri, e con sé porterà inquietudini e leggerezza nel rapporto con Marta, Odile e soprattutto nel difficile confronto con il Commendatore, mai affrontato e irrisolto.

D. Riccardo rappresenta una presenza importante per la storia della famiglia Guarnieri. Ti piacerebbe che il suo ritorno coinvolgesse anche Italo, magari dando vita a qualche scena particolare tra i due?

R. Sono contento del suo ritorno e ci sarà modo di vedere Riccardo e Italo confrontarsi in Villa.

D. Parliamo proprio di Italo. I telespettatori si sono affezionati a questo personaggio, ma spesso chiedono di vederlo maggiormente al centro delle vicende. Secondo te, c’è ancora un lato di Italo che il pubblico non ha avuto modo di conoscere fino in fondo?

R. I lati di vita di Italo ce ne sarebbero tanti da raccontare, ad esempio mi viene in mente Margherita, la moglie scomparsa del Commendatore e l’inizio del rapporto con la Contessa Adelaide. Magari glielo suggeriamo e gli sceneggiatori ci penseranno.

D. Se dipendesse da te, quale storia vorresti regalare a Italo? C’è una situazione nella quale ti piacerebbe vederlo coinvolto e che magari non è mai stata esplorata?

R. Una storia inesplorata sarebbe anche le origini del maggiordomo, la sua infanzia e da dove è arrivato. Considerando che negli anni ’50 tanti Italo e Itala erano figli non riconosciuti di soldati passati in Italia alla fine della guerra.

D. Una delle curiosità che accompagna ogni nuova stagione riguarda anche il periodo dell’anno raccontato dalla soap. Che clima dobbiamo aspettarci nelle puntate che state girando? Siete ancora immersi nelle atmosfere autunnali oppure in quelle invernali?

R. Questa stagione racconterà il 1968, le luci e le ombre del periodo. La rivoluzione sessuale, della moda e le dinamiche dei rapporti fra genitori e figli, sia ricchi che umili.

D. Nel corso degli anni hai avuto modo di lavorare con tantissimi interpreti del cast. C’è un personaggio con cui ti piacerebbe condividere più scene e costruire magari un rapporto narrativo più approfondito?

R. Nel corso di tutte le stagioni (8) in cui ho lavorato, il rapporto con Marta Guarnieri è stato narrato ma sfiorato. Sarebbe bello e interessante approfondirlo con il suo nuovo lavoro e la casa famiglia.

D. E guardando invece alla tua carriera, hai partecipato a diverse trasmissioni e produzioni. Se dovessi scegliere un’esperienza che ti ha lasciato qualcosa di particolarmente importante, quale sarebbe e perché?

R. Se dovessi scegliere quale lavoro mi ha lasciato un’esperienza da ricordarmi direi il teatro e lo spettacolo “Cecchini” un testo del 1998 che narrava della guerra di Sarajevo. Ma le guerre sono tutte uguali, lasciano morti, disperazione e fame. Quel testo sarebbe da riproporre in teatro o in una fiction.

D. E arriviamo alla domanda più personale. Dopo aver interpretato Italo per così tanto tempo, quanto senti che questo personaggio ti appartenga? C’è qualcosa del suo carattere o del suo modo di affrontare la vita che riconosci anche in te?

R. Italo mi ha insegnato la pazienza, la tolleranza e quel modo così umano di non giudicare, perché siamo tutti in questo grande cielo.

D. Prima di parlare di Italo e della tua esperienza al Paradiso, ci piacerebbe conoscere un po’ meglio Mauro Negrini. Dove sei nato e dove sei cresciuto? Che bambino eri e quali ricordi della tua infanzia porti ancora oggi nel cuore? Com’è stata la tua vita prima che la recitazione entrasse a far parte del tuo percorso?

R. Sono nato a Genova Marassi nei primi anni ’60, quartiere periferico della città. La descrivo con le tre “C” vale a dire campo sportivo, carceri, cimitero. La mia infanzia la ricordo più fuori casa avendo un’abitazione piccolissima. Mia madre aveva una macchina da cucire “Singer”, con la quale confezionava abiti. Fin da piccolo mi piaceva camminare lungo le rive del fiume Bisagno, fra lucertole e pietre (quelle più belle le portavo a mia mamma Ivona). Tutti i giorni grandi avventure e sogni che mi portavano fino alla stazione ferroviaria in cui vedevo quei treni dirigersi verso il nord e il sud.