
Manfredonia, la mortificazione del Porto
La mortificazione del Porto
I media locali hanno riportato la notizia dell’approdo a Barletta, lo scorso 7 giugno, del
veliero da crociera Star Clipper. Una novità che, unita al recente finanziamento per lo
sviluppo del porto di Monte Sant’Angelo presso l’ex azienda Bolici – destinato a ospitare
imbarcazioni da diporto e da pesca – dovrebbe riempirci d’orgoglio per come il circondario
riesce ad imporsi nel quadro dell’economia locale.
In realtà, queste notizie lasciano l’amaro in bocca. Ci fanno comprendere, piuttosto,
quanto male abbiamo seminato a Manfredonia negli ultimi trent’anni, restando
economicamente “fermi ed immobili”.
Manfredonia sembra una città che non ha ancora capito cosa vuole fare da grande. Da
almeno tre decenni non si sente un solo politico cittadino proporre una seria e lungimirante
politica economica: tutto è delegato alla casualità e a interventi a macchia di leopardo…
manca una regia e una seria traccia di “politica economica” a breve, medio e lungo
termine.
Eppure, nel 2019, il porto di Manfredonia era stato individuato come terminal per “strutture
leggere”, un’infrastruttura ideale per l’attracco e l’accoglienza di mega yact e piccole navi
da crociera. La nostra città avrebbe potuto puntare sul turismo di lusso, preparandosi a
intercettare questo specifico e ricco settore. Belle parole, rimaste però sulla carta: nei fatti,
le imbarcazioni oggi arrivano a Barletta.
Poiché il Comune di Manfredonia esprime un proprio rappresentante in seno all’Autorità di
Sistema Portuale, chiedo formalmente al Sindaco di convocare un Consiglio Comunale
tematico e all’opposizioni di sollecitarlo… è giusto sollecitare le istituzioni. È un atto dovuto
per trasparenza e per una seria gestione dell’economia locale: la città ha il diritto di
ascoltare e sapere dal nostro rappresentante quali siano i reali programmi dell’ente per il
rilancio dello scalo sipontino.
Manfredonia era infatti inserita, insieme a Barletta e Monopoli, tra i comuni selezionati
nell’ambito del progetto comunitario Themis (Territorial and maritime network supporting
the small cruises development), nato proprio per intensificare il traffico delle piccole navi
da crociera e degli yacht di lusso nei territori non ancora sfruttati dal turismo di settore. Al
termine del complesso iter avviato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico
Meridionale, il progetto fu presentato nel 2019 dal presidente Ugo Patroni Griffi. In
quell’occasione, a rappresentare la città sipontina, era presente Francesca Anna Maria
Crea, allora componente della Commissione straordinaria del Comune.
A memoria personale – e correggeteci se sbagliamo – l’unica nave da crociera di lusso
che abbiamo visto attraccare al porto di ponente è stata, a luglio 2023, il mega yacht
Emerald Azzurra. L’arrivo nello scalo fu celebrato con la tradizionale cerimonia del maiden
call alla presenza del comandante. Parliamo di un gioiello di 110 metri, con 79 membri di
equipaggio e 103 passeggeri, diretto a Dubrovnik, l’antica Repubblica di Ragusa
storicamente ed economicamente legata a Manfredonia.
Da quel momento, il vuoto. Anzi… in questi anni abbiamo assistito al ridimensionamento
della flotta peschereccia, alla perdita delle Isole Tremiti – passate sotto la giurisdizione
della Capitaneria di Termoli con il beneplacito di onorevoli e consiglieri regionali – e
abbiamo perso la competenza sul territorio di Margherita di Savoia, passata alla neonata
Capitaneria di Barletta. Poi il porto industriale perderà la leadership come hub per le pale
eoliche, in quanto, sempre la stessa autorità portuale meridionale, ha finanziato interventi
per ristrutturare il porto di Brindisi, e la stessa cosa avverrà nel sud Italia a Salerno…
intanto di container a Manfredonia nemmeno a parlarne… nonostante gli interporti di
Cerignola e Foggia.
Siamo il capoluogo marittimo della provincia, con tanto di sigla “MF” (speriamo che
d’amblè non diventi VS, BT, MS o FG) impressa sulle targhe delle imbarcazioni, eppure
non sappiamo far valere il peso di idee e progetti, delegati sistematicamente ad altri.
Mentre a Bari, a Salerno a Brindisi, ad Ancona, le mastodontiche navi da crociera
approdano a pochi passi dal centro storico, a Manfredonia si continuano a evocare
problemi di pescaggio: banali scuse per non farci almeno “leccare” una fetta della “grande
torta”. Grazie al turismo crocieristico Bari ha vissuto e sta vivendo un rilancio turistico
straordinario che nemmeno Aladino avrebbe previsto trenta anni fa… e difficilmente la città
del levante mollerà l’osso.
Noi in Capitanata abbiamo un disperato bisogno di sinergie, non di solipsistici
campanilismi o di beceri slogan pseudo-ambientalisti che impediscono persino la
costruzione di una strada di collegamento tra il nord e il sud del Gargano.
Abbiamo bisogno di idee concrete, partendo proprio dal rilancio di un porto che
trainerebbe la crescita economica di tutto il territorio e non di qualche kmq!!!.
Giovanni Ognissanti


