Mattinata

Il “santone” che cura le donne con il sesso arriva sul Gargano, compra una struttura a Mattinata che farà diventare la sua “Città della Nuova Luce”

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MATTINATA – Dopo le polemiche nel Subappennino Dauno e le inchieste televisive, l’ex istruttore di equitazione Francesco Grassi acquista uno storico agriturismo a Mattinata. Un investimento da un milione di euro tra antiche rovine e pratiche olistiche, ma le ombre sul passato restano.

Dalle colline del Subappennino dauno alle scogliere del Gargano: il percorso di Francesco Grassi, in arte Shivananda, aggiunge un nuovo – e discusso – capitolo. Il controverso “santone”, balzato in passato agli onori della cronaca con la pesante accusa (mossa da ex seguaci) di curare le donne attraverso il sesso, ha ufficialmente spostato il proprio centro operativo a Mattinata.

Il suo caso è tornato prepotentemente sotto i riflettori negli ultimi giorni, complice un approfondimento del programma di Canale 5 Dentro la notizia, di qualche settimana fa, che ha riacceso l’attenzione mediatica sulle attività del leader spirituale e sul suo nuovo, ambizioso progetto immobiliare e olistico in terra pugliese.

Il progetto da 1 milione di euro sul Monte Sacro

Secondo quanto emerso dalle ricostruzioni giornalistiche, nelle scorse settimane Shivananda ha acquisito lo storico ex agriturismo Monte Sacro, in contrada Stinco a Mattinata (precedentemente di proprietà della famiglia Latino). L’investimento, che secondo i servizi televisivi si aggirerebbe intorno al milione di euro, ha lo scopo di trasformare la tenuta nel fulcro della cosiddetta “Città della Nuova Luce”.

La scelta del luogo è tutt’altro che casuale e appare carica di una forte vocazione simbolica. Il Gargano è da secoli un crocevia di pellegrinaggi e profonda devozione (legata a doppio filo al culto di San Michele Arcangelo), e la struttura sorge in un’area in cui riposano i resti di un’antica abbazia benedettina. In questo contesto identitario, la nuova comunità si propone come un mix sincretico e contemporaneo: ritiri spirituali, yoga, “attivazioni galattiche”, risveglio dell’energia Kundalini e festival dedicati alla consapevolezza olistica.

Chi è Shivananda e le ombre del passato

La figura di Shivananda polarizza da anni l’opinione pubblica pugliese e nazionale. Al secolo Francesco Grassi, originario di Martina Franca, in passato lavorava come istruttore di equitazione. La sua vita, stando ai suoi racconti, sarebbe cambiata radicalmente a seguito di un grave incidente stradale e di un successivo viaggio di illuminazione in India, dal quale è tornato con una nuova identità e una missione spirituale.

Prima di approdare sul Gargano, aveva fondato il suo “Ashram” nel Foggiano, a San Marco La Catola. Proprio lì il suo nome era finito al centro di una tempesta mediatica. Diverse ex frequentatrici della comunità rilasciarono interviste al Corriere e ad altre testate, descrivendolo come un leader carismatico ma estremamente ambiguo, accusandolo di manipolazione e di proporre il sesso come presunta “terapia di guarigione”. Accuse gravissime che hanno sollevato un polverone mediatico, ma che allo stato attuale non hanno portato a condanne penali definitive a suo carico.

La difesa: “Solo spiritualità e guarigione”

Di fronte alle telecamere e alle inchieste, Shivananda ha sempre fatto muro, respingendo categoricamente le accuse e bollandole come “ricostruzioni infondate”.

Interpellato in merito alla natura del suo centro già durante il periodo trascorso a San Marco La Catola, Grassi aveva rivendicato la totale purezza delle sue intenzioni: “La comunità è uno spazio sacro dove le persone possono connettersi con se stesse e con gli altri, in cui ci dedichiamo a pratiche come la meditazione, la riflessione, le attivazioni galattiche e dell’energia Kundalini, che celebrano la vita e il benessere”.

Secondo la sua visione, ogni incontro nella neonata Città della Nuova Luce è pensato esclusivamente come un momento di crescita personale e collettiva: “Le persone possono sentirsi accolte e sostenute nel loro percorso. La mia intenzione è sempre quella di promuovere amore, connessione e guarigione”.

Oggi, con l’inaugurazione della struttura a Mattinata, il “santone” cerca di lasciarsi alle spalle le bufere giudiziarie e mediatiche, piantando nuove radici in una delle zone più isolate e turisticamente pregiate della Puglia. Resta da vedere come la comunità locale e l’opinione pubblica accoglieranno questa “Nuova Luce” in una terra dalle tradizioni secolari così radicate.

tenuta santa lucia