Cronaca Capitanata

Assalti ai Bancomat in Capitanata: il Prefetto e i Sindaci insieme pensano a soluzioni, spunta l’ipotesi Vigilanza Privata

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Foggia – L’escalation di criminalità non accenna a diminuire nella provincia, spingendo le istituzioni a cercare soluzioni inedite e sinergiche. Al centro delle preoccupazioni ci sono i continui assalti agli sportelli bancomat e postamat, eseguiti con la famigerata tecnica della “marmotta”, che stanno seminando danni strutturali ingenti e profonda insicurezza in numerosi comuni, dalle coste di Manfredonia fino ai centri dell’entroterra.

Di fronte a questa emergenza, la Prefettura ha deciso di imprimere un’accelerazione decisiva, convocando un vertice con i sindaci del territorio per delineare una nuova e più stringente strategia di difesa territoriale.

La Strategia: Una rete di Sicurezza integrata

Durante l’incontro, il Prefetto ha tracciato un quadro molto chiaro: le sole Forze dell’Ordine, pur con un impegno incessante e operazioni di alto profilo, faticano a presidiare in modo capillare un territorio vasto, complesso e frammentato come quello della provincia di Foggia. Da qui nasce l’urgenza di passare a un modello di sicurezza partecipata e integrata.

L’elemento di maggiore rottura rispetto al passato, emerso dal vertice, è il ricorso strutturato agli istituti di vigilanza privata. Non si tratta in alcun modo di una sostituzione dello Stato, ma di un supporto tattico che mira a moltiplicare gli “occhi” sul territorio.

I punti chiave di questa sinergia prevedono Pattugliamenti notturni mirati: Un incremento delle ronde giurate nelle fasce orarie più a rischio (solitamente tra le 2:00 e le 4:00 del mattino), focalizzate nei centri storici e nelle aree con maggiore concentrazione di istituti di credito. Canale di allerta rapida: La creazione di un filo diretto e immediato tra le centrali operative degli istituti di vigilanza privata e le sale radio di Polizia e Carabinieri, per azzerare i tempi di intervento al primo segnale sospetto. Implementazione tecnologica: Una spinta alla messa a sistema della videosorveglianza, collegando i circuiti privati con quelli comunali per monitorare non solo gli obiettivi sensibili, ma anche le principali vie di fuga.

“La sicurezza del territorio richiede oggi una rete di protezione che vada oltre le sole divise. È fondamentale coinvolgere attivamente le amministrazioni locali e fare rete con le risorse private disponibili, creando un deterrente moltiplicato contro i raid notturni.”

Il Ruolo dei Comuni e il Nodo delle Risorse

I primi cittadini della Capitanata hanno accolto con estremo favore l’iniziativa della Prefettura. La pressione delle comunità locali è forte: i cittadini e gli operatori economici chiedono risposte concrete dopo i recenti boati notturni che hanno sventrato le facciate di diverse filiali.

Sul tavolo del confronto resta però aperto un tema delicato: quello della copertura finanziaria. Affidare servizi aggiuntivi agli istituti di vigilanza comporta dei costi che, per i bilanci spesso in sofferenza dei comuni foggiani, rischiano di rappresentare un ostacolo insormontabile. La discussione si è quindi spostata sulla possibilità di siglare protocolli d’intesa specifici che permettano di ottimizzare i costi o accedere a fondi dedicati alla sicurezza urbana.

Un Banco di Prova Cruciale

L’attivazione di questa task force mista pubblico-privata rappresenta un esperimento vitale per la provincia di Foggia. Se da un lato certifica la gravità della pressione criminale e la sfrontatezza delle bande specializzate negli assalti esplosivi, dall’altro dimostra una reazione istituzionale che esplora ogni via possibile per “blindare” i centri abitati.

Nelle prossime settimane sarà fondamentale misurare l’efficacia di questo scudo integrato sul campo. L’obiettivo è uno solo: disinnescare la minaccia delle “marmotte” e restituire serenità alle notti della Capitanata.

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