Peschici

Abusi a Baia Zaiana, lettera aperta alle istituzioni: “Fatene un simbolo dell’Italia che non si arrende”

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Abusi a Baia Zaiana, lettera aperta alle istituzioni: “Fatene un simbolo dell’Italia che non si arrende”

Abusi a Baia Zaiana, lettera aperta alle istituzioni: “Fatene un simbolo dell’Italia che non si arrende”

Vincenzo Rizzi, Vicepresidente nazionale della Federazione Pro Natura, ha inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica, ai Ministri competenti, alla Regione Puglia, alla Procura di Foggia, alla Soprintendenza, al Parco Nazionale del Gargano, alla Provincia di Foggia e alla Consulta provinciale per la legalità per chiedere un intervento chiaro e deciso sulla vicenda di Baia Zaiana, nel territorio di Peschici.

Nella lettera, Baia Zaiana viene indicata come uno dei luoghi più preziosi e fragili del paesaggio garganico e come un caso emblematico del rapporto tra legalità, tutela dell’ambiente e credibilità delle istituzioni. Rizzi ricostruisce la cronistoria degli interventi abusivi realizzati nel corso degli anni: dallo spianamento delle dune e dall’apertura illegale di una strada sul costone roccioso tra il 2011 e il 2013, fino al sequestro dell’area nel 2018 dopo la realizzazione di una strada lunga 135 metri con muri controterra, cordoli e scalini in calcestruzzo, in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici, idrogeologici e sismici, ricadente nel Parco Nazionale del Gargano e in una Zona Speciale di Conservazione della rete Natura 2000.

La lettera richiama inoltre l’ordinanza di demolizione e ripristino emessa nel 2019 e denuncia il protrarsi degli interventi, fino al nuovo episodio del 2025, quando solo l’intervento dei Carabinieri di Vico del Gargano ha interrotto un’ulteriore colata di cemento. Viene anche segnalata la presenza di un ristorante nel grottone lungo il costone, con relativa pavimentazione, in un contesto di cui non risultano chiarite in modo trasparente le condizioni complessive di stabilità, sicurezza e compatibilità.

Nel testo si sottolinea che il caso di Baia Zaiana non riguarda soltanto un abuso edilizio, ma chiama in causa principi costituzionali e norme fondamentali dell’ordinamento, a partire dall’articolo 9 della Costituzione, dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, dalla normativa sui siti Natura 2000 e dalla disciplina di tutela del Parco Nazionale del Gargano. Rizzi richiama inoltre il ruolo svolto dal movimento ambientalista e da cittadini che hanno sostenuto negli anni questa battaglia, con un riferimento particolare alla famiglia Pellikan, indicata come uno dei soggetti che più hanno sopportato il peso civile e umano di questa vicenda.

L’appello alle istituzioni è netto: rompere il silenzio, ripristinare la legalità, garantire la piena tutela del paesaggio, accertare le responsabilità e fare in modo che Baia Zaiana diventi “il simbolo di un’Italia che non accetta l’illegalità, che non considera negoziabile il paesaggio e che non lascia che il silenzio diventi la tomba dei giusti”.

tenuta santa lucia