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Bergamo, la prof accoltellata: “Salvata dal coraggio immenso di un mio alunno

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Il racconto della professoressa

Chiara Mocchi, la docente di francese accoltellata il 25 marzo nei corridoi della scuola media di Trescore Balneario, ha scritto una lettera dall’ospedale in cui racconta i momenti immediatamente successivi all’aggressione.

Le sue parole descrivono una scena drammatica e molto intensa:

“Una potentissima emorragia, quasi un litro e mezzo di sangue perso in poco tempo. Un fendente arrivato a mezzo millimetro dall’aorta. Un foulard premuto sul collo, le mani tremanti di chi mi soccorreva, e quel torpore che avanzava rapido mentre la luce intorno a me diventava ombra, e l’ombra diventava addio”.

L’aggressione

L’episodio è avvenuto il 25 marzo, quando un alunno tredicenne ha colpito la docente con un coltello all’interno della scuola.

Il colpo è stato estremamente grave:

  • la lama è arrivata a pochissima distanza dall’aorta
  • la professoressa ha perso circa un litro e mezzo di sangue
  • il soccorso è stato immediato e decisivo

Il ruolo dell’alunno che l’ha salvata

Nella lettera, Chiara Mocchi parla anche del gesto di un altro studente che l’ha aiutata nei primi istanti dopo l’aggressione.

La docente sottolinea il suo intervento con parole molto forti:

  • parla di “coraggio immenso”
  • racconta che qualcuno le ha premuto un foulard sul collo per fermare l’emorragia
  • quel gesto, secondo i medici, è stato fondamentale

Le condizioni della docente

La professoressa si trova ancora in ospedale ma è fuori pericolo.

Nella lettera emerge soprattutto:

  • la gravità delle ferite
  • la lucidità con cui ricorda quei momenti
  • la riconoscenza verso chi l’ha aiutata

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