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Grasso e Vuovolo, due cuori nella pallacanestro sipontina

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La maggior parte dei tesserati della Tucson Angel Manfredonia (DR1, prima divisione regionale) sono cresciuti nel mondo della cestistica, Marco Grasso (2001) e ed il capitano Nicola Vuovolo,  (1989), entrambi gradi ale, sono volti storici del basket sipontino e la loro intervista ha evidenziato alcuni punti fondamentali di questo sport. 

Marco Grasso, seppur stremato e grondante dal duro allenamento, è riuscito a raccontarsi in maniera disponibile: “Ho avuto la possibilità di andar via nel 2020, sappiamo tutti cosa successe in quel periodo ed alla fine son rimasto qui. Amo questo sport per la disciplina che inculca ed il messaggio che tramanda. La più grande soddisfazione è vedere il palazzetto stracolmo di gente, mio padre è sempre presenti sugli spalti, Manfredonia ha bisogno di conoscere meglio quest’ambiente. Un grande compagno? Sono affezionato a tutti, però con Ibra ho iniziato muovere i primi passi in questo mondo e siamo coetanei, questo ci rende più vicini. Il mister, in particolare il nostro, è una figura fondamentale, Gianpio pretende molto ma riesce a ricambiare, formandoti tanto. Non sono mancati dei momenti poco piacevoli, un paio di anni fa mettevo in dubbio il mio valore in campo ed anche quand’ero ancor più piccolino, in serie C, poiché in quei frangenti c’era maggiormente pressione da parte mia, ora vivo le mie esperienze con maggiore serenità. Consiglio a tutti i ragazzini di provare a far canestro!”.

Nicola Vuovolo: “Sono fierissimo del ruolo che ricopro, addirittura i ragazzi mi chiamano <zio> (ride, ndr), è bello il rapporto che si è creato. Avendo avuto maggiori esperienze, cerco sempre di dare delle giuste dritte, non solo nel basket. Ho giocato parecchio nella provincia di Foggia, sia a Vieste che Lucera ad esempio, sicuramente a Manfredonia si vive maggiormente l’imponenza del calcio. Il nostro tecnico vive di pane e basket, non ci abbandona neanche con dolori lancinanti, noi apprezziamo molto ciò che fa”.