Attualità Capitanata

Rignano Garganico non ci sta: nasce l’Agorà delle Idee, per salvare il balcone delle Puglie dallo spopolamento

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Rignano Garganico non ci sta: nasce l’Agorà delle Idee, per salvare il balcone delle Puglie dallo spopolamento. Si punta su Grotta Paglicci e sui tesori culturali, ambientali, artigianali ed enopoli-gastronomici del piccolo borgo.

Il comune più piccolo del Parco Nazionale lancia la sfida al futuro. Associazioni, imprese e cittadini si uniscono per trasformare millenni di storia in lavoro, turismo e dignità. “Il cambiamento è inesorabile, basta volerlo”. Nei prossimi giorni incontri di confronto con Comune, Ente Parco Nazionale del Gargano, Gal Gargano, Provincia di Foggia, Regione Puglia e Ministeri della Cultura e del Turismo.

​Rignano Garganico è un gigante addormentato. Conosciuto come il “Balcone delle Puglie” per la sua vista mozzafiato, questo borgo non è solo un punto panoramico: è lo scrigno della storia dell’umanità. Oggi, quel gigante ha deciso di svegliarsi.​Nasce ufficialmente l’Agorà delle Idee, un’alleanza senza precedenti che vede schierate 8 associazioni storiche (Talia, Bonsai Club, Circolo Culturale Giulio Ricci, RignanoNostra.it, Fit For Fun, Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, Auser Delegazione Rignano e Nordic Walking Sud), imprese locali e liberi cittadini. 

L’obiettivo? Uno solo: rilanciare il territorio partendo da ciò che gli avi hanno lasciato in eredità.

​Un tesoro che il mondo ci invidia.

​Mentre le grandi metropoli rincorrono la modernità, Rignano riscopre le sue radici profonde. 

L’Agorà punta i riflettori su un patrimonio archeologico che non ha nulla da invidiare ai grandi siti internazionali:

  • Le Grotte della Preistoria: da Grotta Paglicci (famosa per i suoi graffiti, le sue pitture parietali, i resti umani e i reperti paleolitici unici al mondo) a Grotta Spagnoli, Grotta Trappedo e Grotta dei Miracoli. Un viaggio tra Paleolitico, Mesolitico, Neolitico ed età dei metalli, fino ad arrivare all’Unità d’Italia e al brigante buono Gabriele Galardi, che pare nascose un ingente tesoro proprio a Paglicci.
  • Natura e Mistero: la maestosa Dolina Centopozzi (costruita dai Romani, ma già frequentata per le sue acque nel Paleolitico), i sentieri secolari e i graffiti e le pitture rupestri di Valle Palombara e Valle Ividoro. La splendida Croce, con la pista di volo libero col deltaplano e parapendio.
  • Il Fascino Medievale: un centro storico intatto, dominato dal Castello Baronale e costellato di chiese cittadine (e rupestri) che trasudano leggende.

​Non solo musei: un’economia del territorio.

​L’Agorà delle Idee, in attesa della riapertura del Museo di Grotta Paglicci (www.grottapaglicci.it) non vuole fare solo cultura “da vetrina”. Il progetto è concreto: creare ricchezza e lavoro. Come? Valorizzando i prodotti della pastorizia, quelli del forno, quelli delle massaie e un’agricoltura di nicchia che conserva sapori perduti, l’artigianato, l’escursionismo, le sagre tipiche, uniti a una tradizione musicale, religiosa e culinaria che è il vero DNA di questa terra.

“Vogliamo tornare a essere protagonisti di un cambiamento inesorabile. Non aspettiamo più il futuro, lo costruiamo noi.”

​L’appello: “unisciti a noi”

​L’Agorà è un cantiere aperto. Non ci sono barriere: chiunque abbia a cuore Rignano, chiunque voglia investire idee, tempo o risorse, può aderire. È l’invito a una mobilitazione collettiva per dimostrare che “piccolo” non significa “debole”, ma “prezioso”.

Nei prossimi giorni saranno presentati i profili social e il portale dell’Agorà.

UFFICIO STAMPA

Mail: circoloculturalegiulioricci@gmail.com 

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