
LA CHIESA DEI SANTI STEFANO E AGATA NELLA PINETA DI SIPONTO
Di Aldo Caroleo
La necropoli tardo antica della pineta di Siponto, fu casualmente resa nota dalla bonifica del 1937 con interventi che furono devastanti per un numero impressionante di ipogei, i cui scarni resti sono ancora individuabili.
Esistono nella Siponto moderna gli Ipogei di Santa Maria Regina, sotto la chiesa eretta tra la fine degli anni 50 e gli inizi degli anni 60.
All’interno della pineta ve ne è un altro, recintato identificato come Scoppa1.
Quasi di fronte a questo, in Via degli Ipogei, vi è un altro ambiente denominato Scoppa 2, sempre recintato oggetto di queste note informative.
Si intravedono all’interno di questo sito, sulla parte esterna, superficiale, resti di tombe, ma anche resti di basi di colonne e frammenti, quasi irrimediabilmente distrutti, di un mosaico paleocristiano policromo che, come vedremo è datato fine V – metà del VI sec. d.C: Arte costantinopolitiana di raffinatissima fattura.
Le notizie derivanti dalle varie fonti, a volte sovrapponendosi, sembrerebbero indicare il luogo che ospitava il santuario dei Santi protomartiri Stefano e Agata e fatto costruire dal Vescovo Lorenzo Maiorano. La presenza di resti di basi di colonne confermerebbero questa ipotesi, così come la presenzain situ di resti di un pavimento musivo
Circa la dedicazione di questa chiesa, tra la fine del V e la metà del VI sec. d.C.,il Vescovo Lorenzo venuto da Costantinopoli, come apprendiamo dalle sue Vitae, avrebbe portato a Siponto reliquie dei Santi Stefano e Agata cui dedicò una chiesa a Siponto .
Le fonti indicano con certezza che l’edificio intitolato ai due Martiri fu costruito presso il porto, vicinissimo al mare (il sito dista 100 metri dal mare):
“ad litus Adriaticum Sipontini portus” dove il popolo accorre incontro al santo Vescovo, costruttore di chiese “ in urbem et extra urbem”.
Oltre alle tombe visibili esterne nel luogo in oggetto, ve ne sono altre nell’ipogeo sottostante (foto dell’ingresso).
Il sito è abbandonato a se stesso e al degrado., come anche l’altro nella pineta.
Le tessere dei gloriosi mosaici paleocristiani sono quasi del tutto saltate : lo stato di incuria (anche perché all’interno vengono gettati rifiuti di ogni tipo) è evidente.
A Siponto, l’unico ipogeo visitabile e tenuto decentemente dalla parrocchia di Santa Maria di Siponto, mentre gli altri sono visibili solo dall’esterno.
Aldo Caroleo Siponto




