Attualità Italia

Intervista a Riccardo Luna, autore di un’opera che analizza i rapporto fra i social e le persone

Abbiamo intervistato Riccardo Luna, noto giornalista e autore del libro "Qualcosa è andato storto"

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Riccardo Luna, firma prestigiosa del giornalismo italiano, è nato in quel periodo in cui si comunicava ancora attraverso i telegrammi, e cellulari e  computer erano un qualcosa di ignoto. Formatosi utilizzando la penna e la macchina per scrivere, Luna ha poi assistito allo sviluppo della tecnologia. Affascinato dal progresso e dell’innovazione tecnologica ha captato fin da subito gli aspetti positivi dell’avvento di internet, tanto da diventarne promotore. Per ben due decenni, il noto giornalista si è adoperato per divulgare il valore e l’importanza del web. Le opinioni di Luna, tuttavia, si sono scontrate con una realtà ben diversa da quella immaginata e promulgata fino a qualche anno fa. L’utilizzo di internet e dei social network ha avuto e continua ad avere un impatto nefasto sulla popolazione, generando problematiche anche gravi.

Riccardo Luna racconta il suo cambio di rotta in “Qualcosa è andato storto”,  sua ultima fatica editoriale. Un titolo evocativo che sottolinea un’opinione inappuntabile; una consapevolezza di un processo lento ma ineluttabile, che ha contribuito alla deriva della società odierna. In quelle pagine corpose e brillanti analizza le cause che hanno reso il web una gabbia dorata. Internet da faro di speranza è diventata una stanza buia in cui aver paura, ma da cui nessuno vuole più uscire. Un sogno diventato incubo, la speranza che lascia il posto alla disillusione. Ai suoi occhi, sotto il suo sguardo fiducioso, il web rappresentava una grande invenzione, che avrebbe potuto garantire cultura e diffusione dell’idea a tutti gli utenti. ” I social hanno catalizzato il nostro sistema di ricompensa. Siamo cavie felici in un esperimento sociale di dopamina. La Stanford Medicine conferma che le piattaforme rilasciano la stessa quantità di dopamina di alcune sostante stimolanti, creando abitudini di consumo” spiega Luna.

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