Cronaca Italia

Madre mummificata, il figlio si veste da donna per la pensione

Un 57enne del Mantovano ha nascosto in casa la madre mummificata e ha continuato a incassarne la pensione, ma è stato smascherato.

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A Borgo Virgilio, nel Mantovano, si è consumata una vicenda che sembra uscita non da un fascicolo giudiziario, ma da un set cinematografico: un 57enne, ex infermiere rimasto senza lavoro, avrebbe trasformato la propria casa in un teatro dell’assurdo pur di continuare a mettere le mani sulla pensione della madre ormai morta da tempo. Per anni, secondo gli inquirenti, avrebbe custodito il corpo dell’anziana in condizioni tali da impedirne la decomposizione, un macabro accorgimento che gli avrebbe consentito di incassare senza interruzioni i circa tremila euro mensili tra pensione e reversibilità. Una cifra che, nell’arco di dodici mesi, superava agilmente i cinquantamila euro, e che avrebbe rappresentato la sua unica reale fonte di sostentamento.

Madre mummificata: il figlio travestito e la truffa sventata

La messinscena, almeno nelle intenzioni, era stata studiata con cura. L’uomo si era presentato allo sportello con un look costruito minuziosamente, come mostrano lo scatto realizzato per il rinnovo della patente e le immagini catturate dalle telecamere interne. Capelli corti sistemati in un’acconciatura femminile, il volto coperto da un trucco che cercava di smussarne i tratti più marcati, una camicetta dai motivi geometrici che richiamava gli anni Settanta, un filo di perle al collo e orecchini a clip dal sapore retrò: a prima vista, avrebbe potuto davvero sembrare una signora qualunque in attesa del proprio turno. Un travestimento che sfiorava la caricatura, a metà strada tra il bisogno e l’assurdo.

Un’immagine che, per alcuni osservatori, ricordava persino la trasformazione cinematografica di Mrs. Doubtfire, quel confine sottile tra maschera e identità che può reggere finché nessuno la mette alla prova. Ma l’illusione non è durata a lungo. Sono bastati pochi secondi perché i primi dettagli fuori posto emergessero con forza, aprendo la strada alla verità.

La prima a sospettare che qualcosa non andasse, è stata la signora Fabrizia, di professione dipendente comunale, la quale ha raccontato nel corso di un’intervista al Tgcom24:  “Non siamo riusciti a capire inizialmente se era la persona che avevamo contattato al telefono per il rinnovo del documento”. Ha proseguito: “Si vedeva che era una figura mascolinatroppo alto per essere una donna anziana e anche la parrucca che indossava dava nell’occhio. A insospettirci poi la voce e il collo, in particolare il pomo d’Adamo pronunciato, e le mani che erano troppo giovani per l’età della signora. Era accompagnato da un’altra persona”.

A quel punto i dubbi sono divenuti abbastanza forti da richiedere cautela: gli impiegati hanno preso tempo, fingendo una procedura più lunga del previsto, mentre nel frattempo hanno contattato le forze dell’ordine. L’uomo è stato fatto accomodare nella sala consiliare in attesa dell’arrivo della polizia locale, e proprio in quel momento – ha concluso Fabrizia –ha accusato un malore che ha messo fine al tentativo di raggiro.

Festa nel Borgo