Manfredonia, la prima serata di Rive d’Autore accende Largo Diomede

Manfredonia, la prima serata di Rive d’Autore accende Largo Diomede
Quella di ieri non è stata solo la serata inaugurale di una rassegna: è stato un momento che ha ridato fiato e luce all’anima culturale di Manfredonia. Rive d’Autore è un progetto nuovo, ma già capace di parlare con forza alla città, di costruire ponti tra le generazioni, di riempire di senso le sere d’estate.
Quando abbiamo deciso di dar vita a questa manifestazione, lo abbiamo fatto con la consapevolezza che la musica non è semplice intrattenimento, ma un linguaggio universale che racconta storie, emozioni, identità.
La musica è cultura, e come tale va trattata: con rispetto, profondità e visione.
Ieri, in un Largo Diomede gremito e avvolto dalla luce del nostro mare, Silvia Mezzanotte e Carlo Marrale ci hanno regalato un viaggio nella storia della musica italiana, ma anche dentro le nostre vite.
Attraverso le note dei Matia Bazar – da Solo tu a Vacanze romane, da Ti sento a Messaggio d’amore – siamo tornati a sentire qualcosa che ci mancava: il calore della condivisione, il potere evocativo delle canzoni, il valore della bellezza.
Silvia e Carlo, con la loro straordinaria intesa artistica, hanno saputo emozionarci, farci sorridere, commuovere. Hanno trasformato un concerto in un racconto, un palco in un luogo dell’anima. Ma più di tutto, hanno dimostrato che quando la cultura è di qualità e proposta con cuore, la risposta della comunità è immediata e piena.
È questa la direzione in cui vogliamo continuare a camminare.
Il nostro Manfredonia Festival 2025 non è solo un cartellone di eventi: è un progetto culturale, diffuso, trasversale, radicato nel territorio ma aperto al mondo. Rive d’Autore si inserisce tra le tappe più significative del Festival, perché coniuga parole, musica, pensiero e memoria.
E ieri sera, vedendo gli occhi accesi del pubblico e ascoltando il silenzio rispettoso tra un brano e l’altro, ho capito che ne valeva davvero la pena.
Un inizio che riempie di senso la nostra estate.
E siamo solo all’inizio.
Maria Teresa Valente
ph e video: Massimo Verderosa