Attualità Capitanata

Il Rione Sanità di Martone: al cinema “Nostalgia” con Favino

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Nel cuore di Napoli c’è una periferia dell’anima: il Rione Sanità. Da anni, con un lavoro incessante e miracoloso, Don Antonio Loffredo cura la sua comunità tentando di animare il quartiere, recuperare ogni ragazzo, combattere per qualcosa. Il miracolo della Sanità oggi è protagonista di un film presentato a Cannes: “Nostalgia” di Mario Martone. I luoghi della Sanità sono protagonisti di questa storia che mostra le tante crepe dei luoghi, crudeli ma anche accoglienti, resilienti e volenterosi per far nascere il bello e un’opportunità in luoghi dove tutto sembra disperato. 

Uno dei protagonisti del film è Pierfrancesco Favino. “Il Rione Sanità è un altro personaggio del film. Il Rione Sanità ha un vero e proprio carattere forte, cosa indispensabile per entrare nella dimensione di Nostalgia”. Il film, ispirato all’ultimo libro di Ermanno Rea, racconta di un uomo di mezza età, Felice Lasco, interpretato dallo stesso Favino, che torna dopo quarant’anni di assenza al Rione Sanità dal Cairo per trovare la sua madre anziana. 

Il passato, però, ci mette il suo zampino e darà a Felice uno scontro con i suoi ricordi. Il personaggio non sa bene neppure la sua lingua originaria, le parole gli sfuggono, ma in una pellicola densa e lieve Felice lentamente si riappropria delle sue radici e cercherà di sistemare il suo passato attraverso la risoluzione di un segreto, quello che lo ha portato a scappare da Napoli: la complicità involontaria in un crimine commesso dall’amico di infanzia Oreste. 

L’incontro di Felice con il prete della Sanità, Don Luigi Rega, cambierà molto della sua vita e della sua prospettiva. Si creerà un legame, nonostante la sua confessione di essersi reso complice di un crimine e di averlo tenuto nascosto per anni. “Don Luigi Rega è un uomo che usa il vestito da sacerdote come il mantello di Superman. Deve riuscire a essere l’amico di tutti, aprirsi al confronto con tutti. L’incontro con la fede è stato faticoso. Ma mi ha cambiato: ho imparato a pregare”, ha dichiarato Favino. 

“Quando ho letto Nostalgia – ha dichiarato Martone – ho sentito un sentimento misterioso. Non è un film su Napoli ma su un quartiere molto complesso, il Rione Sanità. Urbanisticamente fatto da due labirinti come il labirinto interiore di Felice. Il labirinto è nevralgico nell’ultima scena sottolineando la fatalità degli eventi. Ho inviato gli attori e la troupe a immergersi nel quartiere come se fosse un labirinto e non temere di perdersi. Mi hanno attratto gli archetipi dove c’è il mito, il western e l’aspetto sociale che è un lato concreto che rappresenta la realtà del quartiere rappresentata dal lavoro di Don Antonio Loffredo”.