Attualità Capitanata

“Emiliano ci ascolti”: il grido di aiuto viene da Vieste

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Domenica 27 marzo 2022 a Vieste si sono verificati due incidenti stradali, e uno dei due è stato particolarmente grave tanto da dover chiedere immediatamente l’intervento del 118 arrivato poco dopo con un’ambulanza priva di medico a bordo, e già questo dovrebbe far pensare al livello di disagio e degrado nella quale vive Vieste, isolata sia per le condizioni stradali in cui si trova sia sul lato della sanità e dei servizi sanitari offerti, praticamente nulli e inutili.

E questa dinamica si è già verificata più e più volte che le ambulanza arrivino senza medico a bordo, quindi praticamente arrivano inutilmente.

Nel 2022 è davvero inaccettabile dover sopportare queste condizioni precari, dove si gioca sulla salute delle persone, dove si balla nel limbo tra la vita e la morte, frutto di tagli su tagli da anni e anni alla sanità garganica e in particolare a quella viestana, dove giorno dopo giorno stanno chiudendo praticamente tutti i reparti del fatiscente pronto soccorso e di conseguenza tutti i servizi di primo intervento che venivano offerti, che sia per mancanza di materiali e attrezzature idonee sia per mancanza di personale attivo e competente. È

insopportabile dover vivere con la speranza di stare sempre bene, altrimenti è più certa la morte che la vita in mancaza di aiuto e tempo di attesa per essere curati e salvati in tempo.

Sono anni che a Vieste chiediamo più sanità, più servizi, un ospedale, o qualunque cosa serva a salvare vite: Vieste ad oggi conta 15mila abitanti e d’estate fa 2 milioni di presenze circa grazie all’altissimo flusso di turisti che pernottano nel nostro paesino. Abbiamo fatto raccolte firme, abbiamo chiesto aiuto, ci sono state fatte promesse, e intanto chiudevano sala gessi, radiologia inefficace, mancanza di dottori rianimatori, anestesisti, e tutti i servizi sono fatiscenti e inefficaci: sono venuti in tanti qui a tranquillizzarci che tutto andava bene e anzi nel tempo si sarebbe rinforzato e migliorato sotto tutti i punti di vista sanitari, ma fatto resta che qui siamo abbandonati a noi stessi, e l’ospedale più vicino dista 1 ora e 30 da Vieste.

Non potete capire il disagio finché non lo vivete di persona, e non potete capire la paura finché a star male non è un vostro amico o un vostro parente.

Siamo pronti a tutto, ora più che mai, ad incatenarci davanti al palazzo della regione, a protestare davanti al comune, a far partire una raffica di segnalazioni e richieste di aiuto a chiunque possa ascoltare il nostro grido di aiuto girando questa lettera in tutta Italia.

È ora che Emiliano ci ascolti, non può più girarsi dall’altra parte, Vieste ha bisogno di aiuto, ora e subito, non si gioca con la vita delle persone, venite qui ad ascoltarci e a risolvere  tutte le problematiche presenti. Ogni minuto perso è una vita a rischio.

La Vieste en Rose