I furbetti del Green pass: il caso dei falsi test positivi per avere il certificato

Il gioco è questo: ci si presenta da un farmacista compiacente a fare un test del tampone. Se il risultato è negativo, non importa. Basta che invece sia registrato come positivo sulla piattaforma governativa. Poi, qualche giorno dopo, ci si presenta di nuovo dallo stesso farmacista e si effettua di nuovo il test.
Con il risultato negativo, che viene a sua volta registrato nella piattaforma, il furbetto viene registrato come guarito da Covid-19. E in quanto tale ha diritto al Green pass. Il meccanismo lo ha spiegato oggi il membro del Comitato Tecnico Scientifico Fabio Ciciliano al Corriere della Sera. Spiegando che il giochino contribuisce a far saltare il tracciamento dei casi necessario per combattere la pandemia: «Sono comportamenti disonesti e sanzionabili penalmente».
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