“25 febbraio 1998, un attuale candidato sindaco esprimeva parere favorevole all’istanza di autorizzazione di un deposito costiero Gpl”

25 febbraio 1998. Quasi 24 anni fa l’Amministrazione comunale di Manfredonia guidata da un candidato sindaco di questa tornata elettorale, attraverso un atto del Coordinatore dell’Area Tecnica, esprimeva parere favorevole all’istanza di autorizzazione di insediamento di un deposito costiero Gpl presso l’Insula DI\49 presentata dalla ISOSAR SRL (poi divenuta #ENERGAS) nell’ambito del Contratto d’Area.
Parlano le carte. Un investimento di quella portata economica e d’impatto territoriale non può essere arrivato ad una fase così avanzata senza il beneplacito della filiera politica locale-regionale-nazionale nelle stanze di qualche partito o ristorante della città, mentre nulla veniva fatto trapelare alla comunità, salvo poi sventolare ai quattro venti la bandiera del referendum (dai risultati finali eloquenti) giustamente chiesto dai sipontini.
Ed ora, c’è chi gioca a nascondino ed altri (candidati consiglieri comunali anche nella coalizione del sindaco del 1998) che provano strumentalmente ad addossare al sottoscritto la paternità del progetto ed addirittura la proprietà di quei suoli, di cui non è difficile risalire all’identità; io che, rilevando 5 anni fa il Manfredonia Calcio, ho rinunciato immediatamente ad una lauta sponsorizzazione di 150mila euro a stagione da parte di Energas. Per la città oltre al danno, la beffa.
Quella proposta d’insediamento, ricadendo in una zona SIC\ZPS, ha fatto scattare una procedura di infrazione comunitaria i cui vincoli, poi, sono stati apposti sulla fascia litoranea della Riviera Sud, precludendone l’adeguato sviluppo turistico.
Energas non si realizzerà più perchè quel progetto utilizza una tecnologia ormai obsoleta rispetto alle odierne esigenze energetiche volte alle rinnovabili e all’innovazione.
A chi mi tira in ballo con la lettera del 2019 da Presidente di Confindustria Foggia, dico che è totalmente fuori strada e non contestualizza quel mio tentativo di evitare che Manfredonia, e noi abitanti, subissimo passivamente un’operazione decisa a tavolino senza alcuna valutazione costi\benefici. Era ed è evidente che quell’investimento era fuoriluogo in un territorio che ancora oggi, dopo 45 anni, paga sulla salute dei suoi cittadini e sulla qualtà della vita i disastri della chimica di Stato.Manfredonia, e l’ho scritto nella proposta del mio programma di governo della città, ha bisogno di regole chiare per tutti per lo sviluppo di questa e delle generazioni future.
Regole che stabiliscano le tipologie di investimento possibili ed in quali aree, così a nessuno verrà lontanamente in mente di propinare certe pericolose proposte avulse delle volontà e dall’identità del territorio. Come scritto nel programma di governo della città alla voce trasparenza ed efficienza amministrativa, i cittadini saranno sempre informati e coinvolti direttamente nelle scelte e nelle decisioni dell’Amministrazione comunale, la quale dovrà avviare le piú opportune interlocuzione con gli Enti e stakeholders di riferimento. Siamo persone di parola, non di parole.
Gianni Rotice – Candidato sindaco di Manfredonia


