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17 gennaio: giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali

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17 gennaio: giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali

Il 17 gennaio è la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali. Una data che richiama il valore della memoria e delle radici, di quelle parole che hanno attraversato il tempo e che continuano a raccontare chi siamo e da dove veniamo.

A Manfredonia proprio in questa data, prendono avvio i festeggiamenti del Carnevale con un un detto che appartiene alla storia della città: Sant’Andunje, masckere e sune. Un’espressione che non indica solo una festa, ma un cambio di ritmo, di suoni, di voci.

Il dialetto è memoria viva. È attraverso il dialetto che una comunità ha raccontato il lavoro, l’ironia, la fatica, l’affetto, lasciando tracce profonde nel linguaggio quotidiano. Custodirlo significa preservare un patrimonio immateriale fatto di esperienze, relazioni, identità.

Molti detti sipontini continuano a essere attuali anche oggi: U scarpére p’i scarpe rotte: il calzolaio con le scarpe rotte. Oppure U pólepe ce cöce pe ll’acqua söva stèsse: non serve insistere nel convincere qualcuno dei propri errori.

E poi c’è “me”. Due lettere soltanto, ma cariche di diversi significati. Nel dialetto possono indicare apprezzamento, noia, richiesta o dubbio. Cambia il tono a seconda dei contesti, ma chi è di Manfredonia saprà coglierne sempre il senso esatto. È in queste sfumature che si riconosce una lingua che non si limita a nominare le cose, ma restituisce storia e identità.

I proverbi citati sono tratti dal sito Parliamo Manfredoniano (www.parliamomanfredoniano.it), ideato e curato da Antonio Racioppa, un lavoro rigoroso e prezioso di divulgazione e conservazione del dialetto sipontino, che rappresenta una risorsa importante per la tutela del nostro patrimonio linguistico.

Questa giornata è l’occasione per riflettere su ciò che ci lega alle nostre radici attraverso le parole. Qual è il vostro dialetto preferito? Quello che custodite nella memoria familiare, nei racconti ascoltati da bambini, nelle espressioni tramandate nel tempo.

Ogni parola condivisa contribuisce a mantenere viva una storia collettiva.

Maria Teresa Valente
Assessora al Welfare e Cultura

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