Le tensioni nelle scuole genovesi riaccendono il dibattito sulla sicurezza degli studenti e sulle condizioni dell’istruzione pubblica. Dopo gli episodi segnalati nella notte tra il 3 e il 4 novembre presso gli istituti Cassini e Klee-Barabino, Marco Macrì, esponente di Genova Inclusiva, interviene con un nuovo comunicato stamp. In esso, Macrì ci tiene a esprimere solidarietà agli studenti impegnati nelle occupazioni e nelle manifestazioni. In attesa che le autorità chiariscano la dinamica degli avvenimenti, Macrì richiama l’attenzione sul rischio di intimidazioni e violenze ai danni dei giovani. Ma la sua denuncia va oltre gli episodi di cronaca. Al centro della riflessione ci sono anche i problemi strutturali della scuola italiana, dalla carenza di personale alla sicurezza degli edifici, fino alle difficoltà quotidiane degli studenti più fragili.
Marco Macrì: «Alla scuola servono risorse, non tagli»
Nel comunicato diffuso da Genova Inclusiva, Marco Macrì richiama quanto accaduto nel 2025 al liceo Da Vinci di Genova. All’epoca, secondo la ricostruzione riportata nella nota, un gruppo di giovani avrebbe fatto irruzione nell’istituto armato di spranghe e tubi metallici.
Il riferimento è agli episodi segnalati nelle ultime ore presso gli istituti Cassini e Klee-Barabino, sui quali si attendono ancora chiarimenti da parte delle autorità competenti.
«Se i fatti saranno confermati, chi ha minacciato gli studenti dovrà risponderne. La violenza non è protesta e non può diventare uno strumento per intimidire chi manifesta», dichiara Macrì.
Genova Inclusiva esprime quindi piena solidarietà agli studenti e alle studentesse che manifestano per chiedere maggiori investimenti nell’istruzione, docenti preparati e strutture scolastiche sicure e accessibili.
Secondo Macrì, le rivendicazioni dei giovani non rappresentano una richiesta di privilegi, ma la difesa di un diritto fondamentale: quello a un’istruzione pubblica di qualità e a un futuro dignitoso.
L’esponente di Genova Inclusiva denuncia inoltre le criticità che interessano gli edifici scolastici, citando infiltrazioni d’acqua, presenza di roditori, carenze di personale e barriere che rendono difficoltoso l’accesso ai servizi igienici per gli studenti più fragili.
Una situazione che, secondo il movimento, dimostra quanto sia necessario riportare al centro dell’agenda politica il diritto allo studio.
«Le occupazioni si possono condividere o contestare. Le intimidazioni, invece, vanno perseguite», sottolinea Macrì, ribadendo che nessuna forma di violenza può essere utilizzata per mettere a tacere le richieste degli studenti.
Il comunicato si conclude con un appello rivolto al Governo, alla Regione e al Comune, chiamati ad ascoltare le esigenze delle nuove generazioni e a intervenire concretamente sulle condizioni della scuola pubblica.
«Agli studenti servono risposte, non spranghe. Alla scuola servono risorse, non tagli. E alle istituzioni serve ascoltare, prima che il disagio diventi emergenza».
Per Genova Inclusiva, la tutela del futuro dei giovani passa dunque attraverso investimenti, sicurezza, accessibilità e una scuola pubblica realmente inclusiva.

FONTI:
Comunicato inviatomi da Marco Macrì di Genova Inclusiva

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