Serve visione sulle opere del PNRR, Confindustria Foggia apre il confronto

Serve visione sulle opere del PNRR, Confindustria Foggia apre il confronto

Salatto: «Investimenti da portare a termine, interroghiamoci sul dopo». Azzariti: «Le
imprese hanno i soldi senza poterli spendere»


Partecipato e molto articolato il confronto promosso da Confindustria Foggia sul
PNRR. All’atto finale degli investimenti (scadenza 30 giugno 2026), il piano
nazionale di ripresa e resilienza molto probabilmente non avrà erogato tutte le risorse
disponibili. «La Capitanata vuol concorrere al dibattito – ha detto in apertura il
Presidente Potito Salatto – dobbiamo chiederci cosa ne sarà degli investimenti che
comunque dovranno essere portati a termine. Confindustria ha offerto la possibilità di
un confronto su argomenti al momento privi di una visione d’insieme». «Il nostro
obiettivo non era valutare il PNRR con il bilancino, ma ciò che ha messo in luce – ha
aggiunto Luca Azzariti, Presidente della sezione Terziario nelle sue conclusioni -.
Ebbene questa esperienza ci ha fatto comprendere quanto sia necessario per le imprese
fare affidamento su regole certe, altrimenti rischieremo ancora di poter disporre di
finanziamenti, senza poterli spendere».

«E’ il risultato di una debolezza strutturale dei piccoli comuni, ma che
riguarda tutto il paese se pensiamo ad un’attuazione definitiva delle risorse
di circa il 40%», ha detto l’Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità,
Raffaele Piemontese che poi ha sottolineato i vantaggi di un territorio-cerniera
qual è la Capitanata: «Tra qualche anno raggiungeremo Napoli in un’ora,
saremo nelle condizioni di arrivare nella Capitale in 2 ore. Foggia dispone di
una posizione geografica da valorizzare, l’investimento sul porto alti fondali
di Manfredonia va in questa direzione».


Crisi geopolitiche, programmi di riposizionamento a livello europeo e
planetario impongono però soluzioni rapide, sottolinea l’On. Mario Mauro,
ex ministro della Difesa e Parlamentare Europeo, oggi Coordinatore Ue per il
Corridoio del Mar Nero. «Va salvaguardata l’autonomia strategica
dell’Unione europea, ma siamo alle prese anche con un cambiamento d’epoca,
come diceva Papa Francesco, che impone soluzioni. Bisogna continuare la
logica del Recovery plan – ha aggiunto Mauro – ma oggi tutto va declinato in
chiave di sicurezza, le crisi geopolitiche in atto richiedono soluzioni
immediate, ne ha parlato anche il Vicepresidente esecutivo dell’Ue, Raffaele
Fitto, sulla destinazione dei fondi di Coesione per garantire la nostra
sicurezza. Sembrano temi distanti dalla provincia di Foggia, ma basterebbe
recarsi nell’aeroporto di Amendola dove è di stanza uno squadrone di
cacciabombardieri F35 che vigilano sul fianco Nord-Est dell’Europa, per
rendersi conto di quanto sia attuale il problema».


Rivoluzione in vista anche nella rete dei trasporti, l’Ex Manager di Stato,
Ercole Incalza, indica nel cosiddetto «asse Bassora (Mosul, Ankara, Mar Nero:
ndr)» il punto di rottura nel Mediterraneo in grado di mettere in crisi l’assetto
portuale italiano. «Tra quaranta giorni – ha aggiunto in riferimento al Pnrr –
scopriremo come stiamo dati capaci di non spendere 110 miliardi». Incalza
propone che siano le «Regioni a formulare una proposta allo Stato. Nel nostro
paese – ha concluso – non c’è certezza di cassa del pubblico, dobbiamo
chiedere per forza il coinvolgimento del privato ma imporre per legge che il
40% sia dedicato alle infrastrutture».


Dei 5.756 progetti finanziati in Capitanata per un totale di 1 miliardo 339
milioni di somme erogabili, lo stato di avanzamento dei cantieri avviati è pari
a circa il 37% nella città di Foggia, percentuali più ridotte in provincia.

Al confronto in Confindustria sono intervenuti anche l’on. Erica Mazzetti,
Presidente dell’intergruppo parlamentare “Progetto Italia”, l’Arch. Giuseppe
Mele, Coordinatore tecnico dell’intergruppo parlamentare “Progetto Italia”,
il dott. Gianpiero Fortunato, Giurista, Componente del centro di competenza
IFEL-Fondazione Anci per Appalti e Partenariato Pubblico e Privato.

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