Chi era Maria Franca Fissolo Ferrero: età, figli, patrimonio e la vita della vedova dell’inventore della Nutella

La morte di Maria Franca Fissolo Ferrero, avvenuta alle 5.30 del 12 febbraio nella sua casa di Altavilla di Alba, segna la scomparsa di una delle figure più riservate e influenti dell’imprenditoria italiana. Aveva 87 anni ed era presidente onoraria della holding Ferrero International e della Fondazione Ferrero.

Per decenni è stata il volto discreto della famiglia che ha creato la Nutella, gli ovetti Kinder e alcuni dei prodotti più iconici al mondo. Chi era davvero la donna che ha condiviso una vita con Michele Ferrero? Quali sono stati i momenti più importanti della sua storia? E quale patrimonio lascia dietro di sé? Scopriamolo insieme.

Maria Franca Fissolo, le origini e la storia d’amore con Michele Ferrero

Nata a Savigliano il 21 gennaio 1939, Maria Franca cresce in Piemonte e studia lingue alla Scuola Interpreti dell’Università Carlo Bo di Milano. Parla inglese, francese e tedesco, competenze che la portano nel 1961 a essere assunta come traduttrice nella Ferrero di Alba, allora in piena espansione.

È lì che incontra Michele Ferrero, già alla guida dell’azienda fondata dal padre Pietro. Il loro primo incontro nasce quasi per caso, durante una trattativa in cui Maria Franca sostituisce una collega. Michele rimane colpito dalla sua professionalità e, nei giorni successivi, i due iniziano a incrociarsi sempre più spesso.

Il sentimento cresce rapidamente e nel 1962 si sposano. Dal matrimonio nascono due figli: Pietro (1963) e Giovanni (1964). La famiglia vive anni sereni fino alla metà degli anni Settanta, quando una telefonata del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa avverte Maria Franca che il marito è finito nella lista delle Brigate Rosse. Per motivi di sicurezza, lei e i figli si trasferiscono all’estero, mentre Michele resta nascosto nelle Langhe.

Il ruolo nella Ferrero di Maria Franca Fissolo e il patrimonio della famiglia

Pur lontana dai riflettori, Maria Franca Fissolo Ferrero ha avuto un ruolo centrale nella crescita del gruppo. Non era una figura simbolica: seguiva da vicino le risorse umane, i rapporti istituzionali e le relazioni con il territorio.

Accanto al marito, ha assistito alla nascita di prodotti che avrebbero fatto la storia: la Nutella, i Ferrero Rocher, i Tic Tac, la linea Kinder. Era presente nei momenti decisivi, come quando Michele le annunciò il nome “Nutella” o quando intuì il potenziale dell’ovetto Kinder.

Alla morte del marito nel 2015, Maria Franca eredita una parte significativa del patrimonio familiare.

Nel 2017, Forbes la inserisce tra le donne più ricche del mondo, stimando la sua fortuna in 25,2 miliardi di dollari. Negli anni successivi la valutazione viene ridimensionata, perché la maggior parte degli attivi passa al figlio Giovanni, oggi alla guida del gruppo.

Resta comunque una delle figure più influenti dell’imprenditoria italiana, pur mantenendo uno stile di vita semplice e lontano dai riflettori.

Vita privata, fede e dolori familiari

La vita di Maria Franca è stata segnata da una profonda riservatezza e da una fede cattolica molto radicata.

Il marito Michele era devoto alla Madonna di Lourdes e la famiglia ha mantenuto un legame costante con il santuario francese, tanto da iniziare ogni anno con un consiglio d’amministrazione proprio lì.

Accanto ai successi, non sono mancati i dolori.

Nel 2011 perde il figlio Pietro, morto improvvisamente durante una gita in bicicletta in Sudafrica. Un lutto che lei stessa ha definito “disumano”.

Nel 2015 muore anche Michele, compagno di una vita. Da quel momento, Maria Franca si ritira ancora di più nella sua dimensione privata, pur continuando a seguire la Fondazione Ferrero, nata nel 1983 e dedicata alla cultura, al lavoro e al sostegno delle comunità locali.

Nel 2024 riceve il titolo di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana, riconoscimento che lei stessa definisce “un incoraggiamento a continuare a servire il valore della nostra Repubblica”.

Ad Alba la ricordano come “la signora”, una presenza discreta ma costante, capace di rappresentare l’identità dell’azienda tanto quanto il profumo di cacao che avvolge la città.

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