Casa Sollievo, i sindacati a Gumirato: “Ricostruzioni dei fatti parziale e strumentale”

Casa Sollievo, i sindacati a Gumirato: “Ricostruzioni dei fatti parziale e strumentale”

In relazione al comunicato diffuso in data 20/02/2026, le scriventi Organizzazioni Sindacali respingono con fermezza una ricostruzione dei fatti parziale e strumentale, che non restituisce la reale dinamica degli impegni formalmente assunti tra le parti.

Nel verbale del 27 dicembre 2025 presso il Comitato SEPAC regionale era stata concordata la ripresa del confronto e la rimozione delle cause ostative al dialogo. In attuazione di tale accordo, la Fondazione aveva ritirato la disdetta del contratto applicato, mentre le OO.SS. avevano revocato lo sciopero proclamato per il 9 gennaio 2026.

Le Organizzazioni Sindacali hanno rispettato integralmente gli impegni assunti. Non può dirsi altrettanto per la controparte.

Negli incontri successivi, svoltisi direttamente con la Direzione della Fondazione, le OO.SS. hanno ribadito con determinazione la richiesta di piena e immediata applicazione del CCNL Sanità Pubblica 2022/2024, quale obbligo contrattuale cogente e non materia rimessa alla discrezionalità gestionale.

A fronte degli impegni assunti in sede aziendale, gli adeguamenti economici non risultano riconosciuti nella busta paga di febbraio 2026. Tale mancata applicazione configura una grave inadempienza rispetto al contratto collettivo e incide direttamente sui diritti salariali dei lavoratori, rendendo inevitabile la ripresa delle iniziative di tutela e mobilitazione.

Parallelamente si registrano interventi unilaterali in materia di organizzazione dell’orario di lavoro e disciplina dell’attività libero-professionale, adottati in assenza del necessario confronto sindacale previsto dalle norme sulle relazioni sindacali. Questo metodo, oltre a essere in contrasto con le regole contrattuali, compromette il clima interno e mina la fiducia tra le parti.

Destano inoltre forte preoccupazione le dichiarazioni pubbliche relative a presunti “stipendi e comfort impareggiabili”. I lavoratori applicano un contratto collettivo nazionale con trattamenti economici uniformi su tutto il territorio nazionale. Non esistono privilegi: esistono diritti contrattuali che devono essere rispettati.

È doveroso ricordare che negli ultimi anni i lavoratori hanno già sostenuto sacrifici rilevanti per garantire la sostenibilità dell’Ente: la rateizzazione degli aumenti contrattuali 2019/2021, la rinuncia al premio di produttività 2025 per circa un milione di euro, la dilazione del premio 2024, il mancato pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale 2022–2026, il mancato riconoscimento delle progressioni economiche e la mancata applicazione del nuovo sistema di classificazione del personale.

Dal 2023 ad oggi il comparto ha perso 182 lavoratori, con evidenti ricadute organizzative, assistenziali e sociali per il territorio. Non si può continuare a chiedere sacrifici a chi quotidianamente garantisce servizi essenziali senza riconoscerne diritti e dignità professionale.

Le Organizzazioni Sindacali ribadiscono il proprio impegno a tutela della dignità del lavoro, della legalità contrattuale e del rispetto degli accordi sottoscritti.

Chiediamo il ripristino immediato di relazioni sindacali corrette, fondate su trasparenza, responsabilità e rispetto reciproco, nonché l’attuazione integrale del contratto collettivo.

Non privilegi.
Non concessioni.
Ma diritti contrattuali.

Basta rinvii. È inaccettabile subordinare il salario dei lavoratori a dinamiche gestionali o a contenziosi tra Enti.

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