Caporalato, Flai Cgil Puglia: “Chiediamo alle prefetture di intervenire presso l’INPS affinché vengano convocate le sezioni territoriali”

Caporalato, Flai Cgil Puglia: “Chiediamo alle prefetture di intervenire presso l’INPS affinché vengano convocate le sezioni territoriali”Solo il 10% dei fondi utilizzati. Ligorio: “Senza controlli e prevenzione il sistema resta immutato”


A pochi giorni dalla scadenza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Flai Cgil Puglia denuncia con forza il mancato utilizzo delle risorse disponibili e il perdurare di criticità strutturali nel settore agricolo.

“Il dato più allarmante è che solo il 10% dei fondi PNRR risulta effettivamente utilizzato. È un’occasione storica sprecata per il lavoro, per la legalità e per il futuro delle aree agricole del Paese” afferma il Segretario generale della Flai Cgil Puglia, Antonio Ligorio.

Tra gli interventi più rilevanti previsti dal Piano vi era il superamento dei ghetti dei braccianti agricoli, simboli di degrado e sfruttamento come Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci. Per questo obiettivo erano stati stanziati 114 milioni di euro sui 200 complessivi destinati al contrasto al caporalato e all’emarginazione abitativa dei lavoratori agricoli. Tuttavia, ad oggi, i risultati appaiono largamente insufficienti rispetto alla portata del problema.

“Non si può parlare di inclusione e dignità del lavoro se i luoghi simbolo dello sfruttamento restano immutati. Serve un’accelerazione immediata e concreta sull’utilizzo delle risorse” sottolinea Ligorio.

A quasi dieci anni dall’approvazione della legge 199/2016, la cosiddetta legge Martina-Orlando sul caporalato, la Flai Cgil Puglia evidenzia come la parte repressiva abbia prodotto alcuni risultati, mentre quella preventiva stenti ancora a decollare.

La norma prevede misure fondamentali di sostegno alle imprese sane e ai lavoratori, tra cui la Rete del lavoro agricolo di qualità, istituita presso l’INPS per certificare il rispetto dei contratti collettivi e delle norme di sicurezza, favorendo l’emersione del lavoro regolare.

In Puglia le sezioni territoriali sono state formalmente costituite in tutte le province, ma non sono realmente operative. Chiediamo con forza alle Prefetture di intervenire presso l’INPS affinché vengano immediatamente convocate” dichiara Ligorio. “La presenza di sindacati, associazioni datoriali e istituzioni in questi organismi è fondamentale. Solo attraverso un sistema realmente sinergico possiamo contrastare caporalato e illegalità”.

La Flai Cgil Puglia ribadisce inoltre la necessità di rendere pienamente operativo il Protocollo regionale per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, ancora oggi applicato in modo insufficiente.

Il sistema dello sfruttamento, sottolinea il sindacato, si basa su ricatti strutturali: quello abitativo, che colpisce in particolare i lavoratori migranti, e quello del trasporto e del mercato del lavoro irregolare, che coinvolge sia lavoratori stranieri sia italiani.

Sul fronte dei controlli, la situazione resta critica. Nel 2025 il settore agricolo risulta il meno sorvegliato dagli enti ispettivi: Ispettorato Nazionale del Lavoro, INAIL e Arma dei Carabinieri hanno effettuato solo 10.044 ispezioni su un totale di 130.579, circa sei volte meno rispetto al terziario.

I numeri confermano una situazione strutturale di irregolarità: circa 240mila lavoratori agricoli risultano impiegati con contratti non regolari, di cui 55.000 donne. Secondo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, il tasso di irregolarità nei contratti agricoli raggiunge il 64,8% delle ispezioni.

Ancora più preoccupante il quadro economico delineato dal Rapporto Agromafie e Caporalato della Fondazione Placido Rizzotto: il giro d’affari del lavoro agricolo irregolare è stimato in 73,5 miliardi di euro, mentre l’evasione fiscale e contributiva supera i 25 miliardi.

“Di fronte a questi numeri non si può più parlare di emergenza, ma di un sistema strutturato che va smantellato con strumenti adeguati, controlli reali e una presenza forte dello Stato nei territori”, conclude Ligorio.

La Flai Cgil Puglia ribadisce il proprio impegno nella difesa dei diritti dei lavoratori agricoli e chiede un cambio di passo immediato nelle politiche nazionali e regionali contro sfruttamento e caporalato.

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