Carburanti, accise mobili dal 5 ottobre: si potrà risparmiare qualcosa?

Carburanti, accise mobili dal 5 ottobre: si potrà risparmiare qualcosa?

Dal 5 ottobre il prezzo dei carburanti entrerà in una nuova fase. Dopo gli interventi temporanei adottati nei mesi scorsi, il sostegno al costo di benzina e diesel passerà attraverso le accise mobili, un meccanismo che lega l’eventuale riduzione dell’imposta sul carburante alle maggiori entrate Iva generate dall’aumento dei prezzi.

Come ha spiegato direttamente la premier Giorgia Meloni dopo l’annuncio al termine del Cdm, “il meccanismo delle accise mobili significa che lo Stato non prende una lira dall’aumento, perché quello che prende in più dall’aumento del costo del carburante lo rimette per tagliare il prezzo alla pompa”.

Per gli automobilisti il punto centrale sarà naturalmente l’effetto sul prezzo alla pompa. Al momento non è possibile stabilire in anticipo quanti centesimi al litro potrà valere l’intervento dal 5 ottobre.

Per capire l’impatto economico di eventuali riduzioni, si possono però considerare alcuni esempi. Con un taglio di 2 centesimi al litro, il risparmio sarebbe di 80 centesimi su un rifornimento da 40 litri e di 1 euro su uno da 50 litri. Con una riduzione di 5 centesimi, il beneficio salirebbe rispettivamente a 2 e 2,50 euro. Un eventuale taglio di 10 centesimi al litro porterebbe invece il risparmio a 4 euro per un pieno da 40 litri e a 5 euro per uno da 50 litri.

In sostanza se i prezzi aumentano e il maggior gettito Iva cresce, le risorse potenzialmente disponibili per ridurre le accise possono aumentare. Al contrario, con prezzi più contenuti, anche il gettito aggiuntivo potrebbe ridursi. Per questo motivo il taglio di 6,1 centesimi al litro previsto fino al 5 ottobre non può essere considerato come il valore dello sconto destinato a rimanere in vigore successivamente.

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