Vieste: “cacciata di casa per far spazio ai turisti” la denuncia di un cittadino a Fanpage

VIESTE – La denuncia di un cittadino a Fanpage accende i riflettori sull’emergenza abitativa nella perla del Gargano: affitti annuali introvabili, residenti sfrattati a ridosso dell’estate e una politica che fatica a trovare contromisure efficaci.

Spiagge incontaminate, mare cristallino e un dedalo di viuzze bianche che affascinano visitatori da tutto il mondo. Vieste è, senza dubbio, la regina indiscussa del turismo pugliese. Eppure, dietro l’immagine perfetta della “città-vetrina”, si consuma un dramma silenzioso che sta piegando chi in quel paradiso ci è nato, ci vive e ci lavora 365 giorni l’anno. Il diritto all’abitare, nella perla del Gargano, sembra essere stato inghiottito dalla voracità della speculazione turistica.

A squarciare il velo su questa realtà è Daniel, un cittadino viestano che, attraverso le colonne di Fanpage.it, ha lanciato un disperato grido d’allarme: «A Vieste siamo di fronte a una vera e propria emergenza sociale che sta soffocando i residenti. Trovare una casa in affitto annuale è diventato impossibile».

Il fenomeno degli “sfratti stagionali” Il tessuto abitativo di Vieste è ormai monopolizzato dagli affitti brevi e dai Bed & Breakfast. Il mercato immobiliare tradizionale è paralizzato: chi cerca la stabilità di un contratto regolare (come i classici 4+4 o 3+2) si scontra con un muro di rifiuti. La prassi, sempre più diffusa e spietata, è quella di offrire ai residenti solo contratti transitori invernali, per poi costringerli a liberare l’immobile a maggio. L’obiettivo è chiaro: fare spazio ai vacanzieri estivi, disposti a pagare per una singola notte cifre che garantiscono ai proprietari profitti impensabili con un normale affitto mensile.

I numeri di un’invasione Le parole del cittadino non sono frutto di un’esagerazione isolata, ma trovano una schiacciante conferma nei dati. A fronte di poco più di 13mila residenti stabili, l’Istat certifica per Vieste oltre 2 milioni di presenze turistiche annue. Nei mesi caldi, come ad agosto, il rapporto arriva a due turisti per ogni residente. Le cifre dell’Osservatorio Turistico Regionale della Puglia fotografano un’economia totalmente sbilanciata: 1.526 strutture ricettive attive, 48mila posti letto disponibili quotidianamente e ben 933 “locazioni non imprenditoriali”. Si tratta, in quest’ultimo caso, di normali appartamenti privati sottratti al mercato residenziale e gettati nel tritacarne degli affitti brevi.

Lo scontro con le istituzioni e il nodo della nuova legge Daniel punta il dito contro le istituzioni locali, accusando il Comune di ignorare il problema, di non aver fissato un tetto alle licenze e di non aver promosso politiche di edilizia residenziale o agevolazioni fiscali per chi decide di affittare ai cittadini. Dal canto suo, l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Nobiletti ammette l’emergenza, ma si difende appellandosi al vuoto normativo: senza una legge sovraordinata, la normativa sulla libera iniziativa economica impedisce ai sindaci di vietare ai privati la conversione turistica dei propri immobili.

Uno spiraglio potrebbe aprirsi nei prossimi giorni, con l’approdo in Consiglio regionale pugliese di una nuova legge sugli affitti brevi, promossa dal presidente della Regione Antonio Decaro. La norma dovrebbe finalmente conferire ai Comuni ad alta tensione turistica il potere di stabilire limiti e criteri in zone urbane specifiche, basandosi sul rapporto tra posti letto e residenti.

Una riforma a metà? C’è però un dettaglio che rischia di trasformare la speranza in una cocente delusione per chi, oggi, a Vieste è senza una casa. La stretta regionale, per stessa ammissione di Decaro, non sarà retroattiva: varrà solo per le nuove aperture, “salvando” le migliaia di strutture già attive sul mercato. Come se non bastasse, un emendamento della maggioranza punta a escludere dai limiti i piccoli proprietari (fino a due immobili), con la motivazione di voler tutelare chi affitta per “arrotondare”. Una mossa che rischia di depotenziare fortemente l’impatto della legge, lasciando intatto lo status quo e condannando i residenti di Vieste a sentirsi ancora ospiti indesiderati a casa propria.

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