Sàveze s.f. e agg. = Salsa; salmastro
1 – Sàveze – s.f. Nel significato comune è la polpa di pomodoro privata dei semi e della buccia e opportunamente trattata, ossia la classica passata di pomodoro industriale.
Generalmente quella fatta in casa – priva di conservanti e di altre sostanze – serve come riserva invernale, previa bollitura a “bagno-maria” in bottiglie o recipienti a chiusura ermetica.
2 – Sàveze – agg. Riferito specificamente al sapore salmastro delle acque sorgive che sgorgano lungo la scogliera. Cito una per tutte l’acqua sàveze della sorgente Acqua di Cristo.
Talvolta dai pozzi artesiani, perforati nei campi allo scopo di intercettare polle d’acqua sotterranee, emerge acqua sàveze = acqua salmastra, se non addirittura salata.
I ragazzi di oggi, avendo frequentati tutti la scuola dell’obbligo, tendono a italianizzare i termini dialettali, e perciò pronunciano salse anziché l’antica dizione sàveze.
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